Il delitto di Garlasco continua a tenere accesi i riflettori delle principali trasmissioni televisive che provano ad analizzare gli elementi emersi con l’obiettivo di trovare una narrazione differente a quella che è stata validata sino ad oggi e che vede Alberto Stasi come principale colpevole dell’omicidio della fidanzata. Ora un ruolo di peso lo ha Andrea Sempio in qualità di nuovo indagato.
Andrea Sempio, cosa non torna del 13 agosto del 2007
Andrea Sempio ha sempre ammesso di essere innocente e di non aver ucciso Chiara Poggi, stando però alle ultime perizie ed analisi dei reperti del 2007 ci sarebbe una corrispondenza tra il proprio DNA e quello ritrovato sotto le unghie di Chiara Poggi.
Inoltre vi è il tema del biglietto del parcheggio di Vigevano che Andrea Sempio avrebbe tenuto per ben 14 mesi, se non avesse avuto nulla da nascondere lo avrebbe cestinato, inoltre nelle ultime indagini si è scoperto che potrebbe anche non essere stato lui a recarsi a Vigevano, dato che tramite un’agenda in possesso al padre del ragazzo, oggi 38enne, egli scrive “Andrea era a Piedi” non validando difatto quell’alibi.
Il DNA di Sempio e l’archiviazione di Stasi, la posizione di Rita Cavallaro
Il programma condotto da Nicola Porro, “Quarta Repubblica” andato in onda con l’ultima puntata ieri sera su Rete 4 ha approfondito il caso Garlasco con l’intervento della giornalista Rita Cavallaro.
La giornalista ha analizzato quanto a disposizione ed ha manifestato che vi sono molti elementi che vanno contro Sempio, in particolare fa riferimento alla cancellazione di ogni dato della propria vita prima del 2017, anno della prima indagine nei propri confronti.
Inoltre recentemente è emersa una corrispondenza con la linea paterna di Sempio relativamente al DNA trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, come riporta LiberoQuotidiano.it vi è quindi un Aplotipo Y che pone Sempio sulla scena del crimine.
La chiusura del tema è arrivata con una situazione inedita, secondo l’esperta non è necessario mandare in galera un altro soggetto per far uscire Stasi, ricorda il caso Zuccheddu, la cui revisione è arrivata senza avere un altro soggetto colpevole.