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Frattura alla tibia e morte improvvisa dopo due interventi: l'autopsia sul corpo del 17enne Gianvito Pascullo

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Autopsia e indagini per chiarire le cause del decesso dopo un intervento chirurgico per frattura alla tibia: il caso del 17enne Gianvito Pascullo.

Sono in corso accertamenti medico-legali per chiarire le cause della morte di un ragazzo di 17 anni, Gianvito Pascullo, avvenuta dopo un ricovero ospedaliero seguito a un intervento chirurgico per trauma ortopedico. L’attenzione degli inquirenti si concentra sia sugli esiti dell’autopsia sia su eventuali fattori clinici o farmacologici che possano aver contribuito al decesso.

Gianvito Pascullo morto a 17 anni dopo due interventi alla tibia: indagini e ricostruzione dei fatti

Come riportato da Leggo, sul fronte giudiziario, la pm Isabella Ginefra ha iscritto nel registro degli indagati sette medici (cinque ortopedici e due anestesisti) e un’infermiera con l’ipotesi di “omicidio colposo in ambito medico”, nell’ambito delle indagini condotte dalla polizia.

Tra le possibili spiegazioni al vaglio della Procura figura anche la somministrazione di un farmaco non corretto.

Pascullo era stato ricoverato dopo un incidente in moto che gli aveva provocato la frattura scomposta della tibia; dopo un primo intervento d’urgenza, era stato nuovamente operato il 13 aprile senza apparenti complicazioni.

Nelle ore successive aveva accusato dolori, ricevendo un antidolorifico, ma poco dopo le sue condizioni erano peggiorate rapidamente fino al collasso. Nonostante le manovre di rianimazione prolungate, il giovane non è sopravvissuto. A seguito del decesso, i familiari hanno presentato denuncia in questura.

Gianvito Pascullo morto a 17 anni dopo due interventi: cosa è emerso dall’autopsia

Dai primi riscontri dell’esame autoptico sul corpo di Gianvito Pascullo, il 17enne di Palo del Colle (Bari) deceduto all’ospedale San Paolo nella notte tra il 13 e il 14 aprile 2026, non sarebbero stati rilevati elementi come trombi o emboli. Di conseguenza, non è ancora stata identificata con certezza la causa del decesso, avvenuto per “arresto cardiaco”. Le verifiche sono state condotte oggi, venerdì 24 aprile 2026, dal direttore dell’Istituto di Medicina Legale di Bari, Francesco Introna, insieme ai consulenti Giovanni Vicenti (ortopedico) e Giacoma Mongelli (tossicologa).

Sarebbe stato inoltre accertato che i due interventi chirurgici di riduzione e fissazione della frattura della tibia siano stati eseguiti correttamente, senza evidenze di errori tecnici. I risultati definitivi dell’autopsia saranno disponibili entro circa “90 giorni”, mentre si attendono soprattutto gli esiti degli esami tossicologici, considerati fondamentali per chiarire le cause del decesso.