Giulia Sarti: le foto rubate sono ancora online
Giulia Sarti: le foto rubate sono ancora online
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Giulia Sarti: le foto rubate sono ancora online

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Le foto rubate della deputata M5S Giulia Sarti si trovano ancora online: oggi sono diventate nuovamente preda di sciacallaggio

Sulle disavventure della deputata Giulia Sarti si stanno ora accanendo nuovamente gli sciacalli. Sulle messaggerie come WhatsApp c’è infatti chi in questi giorni sta facendo ancora girare le fotografie della parlamentare riminese. Per il genere di atto ogni termine spregiativo è inadeguato, visto quanto può essere considerato immondo e vile tale atteggiamento.

«Le ho dato una mano per rimuovere dalla rete il materiale. In pochi giorni, con la polizia postale, abbiamo rimosso i contenuti». Questa era stata la dichiarazione dell’ex-compagno e collaboratore della Sarti Bogdan Tibusche, alias Andrea De Girolamo. L’uomo ha rilasciato tali commenti ai magistrati durante il suo interrogatorio fiume. Evidentemente, però, non si è tratta di un grande aiuto, dal momento che le immagini si trovano ancora in rete e sono pressoché visibili da tutti. Le immagini in questione furono caricate su un sito di hosting di foto hard un 30 aprile di non si sa quale anno.

E sono ancora lì. Qualcuno, però, ha deciso di rispolverarle proprio adesso, allo scopo immorale di farle circolare anche nel mondo politico riminese nonché fra i mezzi di informazione.

Nei giorni scorsi sono tornate infatti sul web alcune vecchie foto di Giulia in posizioni provocanti. Insieme a queste, da giorni rimbalza sugli smartphone un anche un video (si presume sia un fake) che sembrerebbe ritrarre la deputata del Movimento 5 stelle in scene hot. Questa volta il Garante della Privacy è intervenuto in sua difesa chiedendo l’astensione dalla condivisione dei contenuti privati riguardanti Giulia. Nel video si vede chiaramente una ragazza bruna voltata di spalle impegnata in atteggiamenti sensuali. La cosa che più fa discutere è che il filmato sia stato ripreso da un telefono cellulare: Giulia, invece, aveva installato alcune telecamere nel suo appartamento.

Le reazioni in Parlamento e in rete

Alla Camera la deputata grillina è stata accolta con espressioni di solidarietà da parte sia del personale istituzionale sia dalle forze politiche di opposizione. Roberto Fico, presidente della Camera, si è espresso così in un tweet: “La diffusione di immagini private è un atto vigliacco e bene ha fatto il Garante della privacy a richiamare l’attenzione dei mezzi di informazione al rispetto della normativa”. Ha poi espresso la sua solidarietà e quella di tutto Montecitorio a Giulia.

Nella stessa direzione sono giunti commenti anche da Giorgia Meloni, Mara Carfagna e Laura Boldrini. L’ex presidente della Camera, in particolare, ha condannato il revenge porn, ovvero “la diffusione di immagini intime senza il consenso della persona interessata”. Anche il vice premier Matteo Salvini si è espresso riguardo la situazione: “È nostro dovere proteggere la libertà e la privacy di Giulia Sarti e delle altre persone, spesso giovani, che subiscono e hanno subito lo stesso vergognoso trattamento”.

Giulia Sarti: l’antefatto

Il 24 aprile 2013 un gruppo di hacker che si firmava hackerdelpd.bitbucket.org e si autodefiniva «vicino al Pd» pubblicò online un link che rimandava a tutta la corrispondenza mail della deputata del Movimento 5 Stelle. Oltre a un gigabyte di dati, vi erano anche gli oltre 8 mila post, compresi i più privati, scambiati per anni e anni. Giulia Sarti alla prima notizia aveva parlato di «bufala». Poi però alla diffusione effettiva dei dati aveva sporto denuncia. Il 30 aprile del 2013 un “anonimo” aveva reso pubbliche le foto più intime sull’hosting. Dove, incredibilmente, sono ancora oggi perfettamente visibili e consultabili.

Si appurò in seguito che l’indirizzo email di Giulia Sarti non era stato “forzato” nel vero senso della parola. La verità che emerse era che qualcuno aveva semplicemente utilizzato la password corretta, dopo esserne entrato in possesso. Tutto sarebbe quindi avvenuto tramite l’utilizzo di apposite applicazioni che solo hacker altamente specializzati hanno. Oppure si ipotizza l’azione di una persona che si trovava a stretto contatto con la vittima. Da allora il nome del colpevole non è mai emerso e sulla vicenda è calato il silenzio. Fino a oggi, quando qualcuno si è ricordato delle foto per assestare il colpo di grazia alla carriera politica di Giulia Sarti.

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