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Governo: Draghi, 'devo tanto a mia moglie, mia vita è storia bella che si incentra su di lei'

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Roma, 20 mag. (Adnkronos) – I genitori, gli insegnanti, la moglie Serena. A sorpresa il premier Mario Draghi, salutando gli studenti della scuola Alighieri di Sommacampagna, parla del suo 'pantheon', motivando le proprie scelte. "Mi hanno veramente commosso le parole di chi ha parlato prima – ha esordito – non c’è molto che io vi possa dire.

Una cosa però mi è venuta in mente quando mi hanno presentato quel bellissimo dono, quella bellissima rosa per mia moglie. Una delle domande che erano previste in questa conversazione in classe era: 'Presidente quale è il suo idolo?'. Più che pensare a idoli, spesso penso a chi devo qualcosa, a qualcuno nella mia vita per quel che sono diventato, per quello che ero, per tutto. E mi vengono in mente tre gruppi di persone".

ha spiegato.

"Uno, io devo moltissimo ai miei genitori, non tanto devo dire dal punto di vista materiale, ma dal punto di vista spirituale, psicologico, formativo, l’amore per il lavoro. Il fatto che bisogna lavorare, è importantissimo, è parte della nostra esistenza. Il rispetto delle regole, ma anche una consapevolezza, sapere chi sei, che cosa ci stai a fare qui, cos’è che combini. Te lo devi chiedere tutti i giorni, cos’è che ho fatto oggi.

Ecco, questa è una delle cose che vengono da parte della mia famiglia di origine. Poi ho avuto degli insegnanti straordinari, a scuola, all’università, e anche dopo negli studi successivi che ho fatto in America e anche in Italia. Quanti insegnanti bravi ci siano la gente non lo capisce, lo ignora. Ma sono tanti e bravissimi, e in un certo senso voi li avete davanti. Sono veramente quelle persone che non solo si sacrificano, perché il sacrificio ha l’idea di una persona che è triste e che deve fare qualcosa perché lo deve fare, ma si divertono a stare con voi.

E sono coloro che vi danno i primi messaggi della vita. Sono coloro che vi dicono: “ma tu che hai fatto?“. Sono coloro che vi aiutano a trovare la consapevolezza di voi stessi. Gran parte di loro lo fanno col sorriso".

"Per tornare alla rosa, la terza persona più importante a cui effettivamente devo gran parte di quel che ho fatto negli ultimi 40-50 è mia moglie. Ogni tanto mi viene in mente la quantità di fesserie che avrei fatto se non ci fosse stata lei. E anche alla capacità di capire il momento psicologico – ne ho attraversati tanti nella mia vita. E poi la famiglia che si è creata, i figli, i nipoti della vostra età. Quindi è tutta una storia bella che si centra su di lei, quindi un applauso per lei".

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