Il mondo del giornalismo piange la scomparsa di uno dei volti più noti del panorama italiano la cui carriera lo aveva visto approdare nei quotidiani di maggior successo del paese ma anche diventare capostipite dello stile narrativo delle notizie tipico della televisione, strumento che ha visto nascere, crescere ed evolvere.
Dal cartaceo alla televisione, sempre un riferimento
Aveva iniziato come corrispondente de “La Stampa” dopo la laurea a Torino e in breve tempo l’approdo a Milano per scrivere su “L’Italia” quotidiano cattolico diretto da Lazzati.
Successivamente a “Avvenire”, negli anni 70 il passaggio in televisione, come inviato per il TG2, ruolo che ha coperto sino agli anni 90.
Dopo essere andato in pensione ha continuato a credere nel giornalismo, divenendo professore all’interno del Master di Giornalismo della LUMSA assieme ai colleghi dando l’opportunità alle nuove generazioni di affinare le tecniche giornalistiche.
Il saluto finale affidato ad un SMS
La notizia della morte di Pino di Salvo, famoso giornalista e docente universitario è stata diramata dall’associazione Giornalisti 2.0 assieme alla famiglia.
Il metodo di comunicazione è nel pieno stile di Salvo ovvero tramite un SMS, come riporta Il Messaggero :
“Con la mia Grazia e con Valentino, Martino, Giacomina, Caterina, Agnese, Cecilia, Pietro, e con Paola e Roberto vi comunico che questa notte sono arrivato alla fine della mia vita. Amen.”
Pino Di Salvo lascia la moglie Maria Grazia Boccaccio, i figli Valentino, Martino e Giacomina, i nipoti Caterina, Agnese, Cecilia e Pietro, la nuora Paola e il genero Roberto.
