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Green pass, bar e ristoranti non chiederanno i documenti: la nuova circolare del Viminale

I titolari di bar e ristoranti non sono tenuti a chiedere i documenti oltre al green pass: lo specifica una circolare del Viminale.

I titolari di bar e ristoranti non sono tenuti a chiedere i documenti oltre al green pass: lo specif

I gestori di bar e ristoranti dovranno verificare che i clienti che vogliano consumare al tavolo al chiuso abbiano il green pass ma non dovranno chiedere il documento di identità per accertare che il certificato appartenga effettivamente a loro. Si attende la circolare del Viminale con le specifiche.

Green pass, bar e ristoranti non chiederanno documenti

Il dubbio era nato perché sul decreto approvato dal governo non si fa cenno all’obbligo per i gestori dei locali di verificare le generalità del cliente mentre l’applicazione utilizzata per scansionare il pass contiene l’indicazione di “confrontare i dati anagrafici sotto riportati con quelli di un valido documento di identità“.

Dopo giorni di consultazioni tra gli uffici legislativi di palazzo Chigi e dei ministeri competenti, il capo di gabinetto del Viminale Bruno Frattasi invierà una circolare che specificherà che i titolari dei luoghi per accedere ai quali serve il certificato non potranno e non dovranno chiedere il documento di identità.

Green pass, bar e ristoranti non chiederanno documenti: la verifica

Palazzo Chigi ha fatto sapere che in attesa del provvedimento, tutte le forze dell’ordine saranno impegnate nel far rispettare il green pass. Spetterà infatti a loro, con controlli a campione che il ministro dell’Interno Lamorgese ha annunciato di voler aumentare, accertare che il certificato sia stato presentato dal titolare effettivo. Il cittadino trovato in un locale pubblico senza green pass rischia una multa da 400 a 1.000 euro e, se con certificato contraffatto o non suo, anche una denuncia per falso.

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