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Guerini: “Aumento spese militari impegno da rispettare, mi auguro che governo mi supporti”

Guerini ha ribadito l'importanza di portare le spese militari al 2% del PIL ricordando che si tratta di un impegno preso con la Nato.

Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini

Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha ribadito che l’obiettivo di portare al 2% del PIL entro il 2024 le spese militari è un impegno assunto con la Nato: il suo auspicio è che il governo e il Parlamento lo sostengano e che l’Italia non rimangi la propria parola.

Guerini sulle spese militari

In una lettera inviata alla Stampa, l’esponente dell’esecutivo ha ricordato gli impegni assunti nel 2014 dai paesi membri dell’Alleanza Atlantica sul raggiungimento del 2% della spesa militare poi riaffermati da tutti gli esecutivi che si sono succeduti ricordando che la reputazione e l’affidabilità sono risorse più importanti anche di quelle militari.

Secondo lui le esigenze di ammodernamento “sono da anni al centro dei richiami che non solo gli specialisti di settore, non solo i vertici militari della Difesa e delle Forze Armate ma anche analisi del Parlamento hanno più volte evidenziato”.

Il bilancio ordinario della Difesa, ha continuato, appare deficitario in confronto a quelli di altri Paesi europei come Francia e Germania mentre l’ammodernamento delle forze armate è necessario a confermare il ruolo dell’Italia nella costruzione della Difesa europea oltre che membro importante dell’Alleanza atlantica.

“Mantenere chiara la direzione dell’Italia”

Di qui l’esigenza di “continuare su questa strada, con gradualità e costanza, tenendo conto dei vincoli finanziari con cui ci dobbiamo confrontare ma mantenendo chiara la direzione di marcia che l’Italia intende percorrere se vuole confermarsi un attore credibile ed affidabile nell’ambito delle relazioni internazionali“.

Certo che il confronto politico sarà all’altezza e rifuggirà da tentazioni di piegare questioni tanto rilevanti, il suo auspicio è che governo e Parlamento sostengano l’impegno e non si pieghino ad esigenze politiche ed elettorali che “seppur comprensibili, rischiano di essere di corto respiro“.

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