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Guerra in Ucraina, con il suo corpo salva dalle bombe la figlia: “È viva perché la stavo allattando”

In Ucraina è strage di bambini. Una buona notizia arriva da Kiev, dove una mamma è riuscita a salvare la figlia con il suo corpo.

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Da ormai un mese prosegue la guerra in Ucraina, che lascia dietro di sé devastazioni e morti. Centinaia e centinaia di parole si susseguono ogni giorno, provando a descrivere le distruzioni delle città ucraine e le sofferenze viscerali che spezzano intere famiglie.

Tuttavia, tra le numerosissime parole macinate giorno dopo giorno, ci sono immagini che esprimono molto meglio il dolore della guerra, la voglia di scappare, la speranza che lentamente si affievolisce. Ma in mezzo alle morti e alle distruzioni, che coinvolgono più di 100 bambini, ci sono anche delle belle notizie. Lo testimonia la storia di Olga, una mamma che con il suo corpo è riuscita a salvare la figlia dalle bombe.

Guerra in Ucraina, mamma salva la figlia dalle bombe proteggendola con il suo corpo

Olga è una giovane donna con i capelli corti. Nelle foto che hanno fatto il giro del mondo, commuovendo proprio tutti, si vede la mamma con una benda sulla testa e molte ferite sul volto. Dal letto d’ospedale allatta la sua bambina, di appena un mese. Al suo fianco c’è sempre il suo compagno, Dmytro.

Nella video-intervista realizzata da Konstantin Golinchenko e pubblicata sulla pagina Instagram dell’ospedale Ohmatdit, la donna racconta: “Io ho 27 anni e Vittoria ha quasi un mese e mezzo.

La notte tra il 17 e il 18 marzo, a Kiev, ci sono stati forti bombardamenti. Ci sembravano vicini, ma bombardano da giorni, quindi non dico che ci eravamo abituati però sicuramente ci eravamo rassegnati“.

La sua mente torna a quei terribili istanti e dichiara: “La mattina io e Vittoria ci siamo svegliate come sempre, le ho fatto il bagnetto. Per allattarla mi piace portarla nel lettone con me, prenderla in braccio e stringere le gambe al petto.

Grazie a questa posizione, quando hanno bombardato, sono riuscita in un istante a piegarmi su di lei, salvandole la vita. Se lei non fosse stata in braccio a me, se fosse stata nel suo lettino, penso che l’epilogo di questa storia sarebbe stato diverso. Non riesco nemmeno a immaginarlo”.

Quindi ha aggiunto: “Non abbiamo pensato subito a chiamare l’ambulanza, ma come prima reazione siamo usciti dall’appartamento, volevo metterla in salvo. Io avevo una ferita alla testa e grondava sangue che colava su di lei. In quel momento non riuscivo a capire che fosse sangue mio, pensavo che fosse il suo e continuavo a gridare”. Poi l’intervento dei vicini che le hanno fatte salire sulla prima ambulanza disponibile. “Ci hanno portate qui, ci hanno visitate. Vittoria sta bene, ha solo un graffio su una guancia e qualche livido“, ha fatto sapere Olga.

Appena potranno uscire dall’ospedale di Kiev, proveranno a lasciare il Paese. A tal proposito, ha spiegato: “Non l’abbiamo fatto finora perché avevamo paura di affrontare un viaggio del genere con lei così piccola. Quando è iniziato tutto aveva solo due settimane. Ora però è arrivata l’ora di andare via, ci proveremo“.

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