Dopo i recenti attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione dei supermercati europei, finisce nel mirino degli hacker anche il settore sanitario. In Francia, un attacco ha colpito le celle frigorifere destinate alla conservazione del sangue e del plasma dei donatori, facendo scattare nuove preoccupazioni sulla sicurezza della catena del freddo. Le autorità rassicurano: non si sono verificate conseguenze per la salute, ma l’episodio riaccende l’attenzione sui rischi legati alla vulnerabilità delle infrastrutture strategiche.
Hacker manomettono le celle frigorifere che conservano il sangue dei donatori: allarme in Francia
Dai supermercati alle strutture sanitarie, gli attacchi informatici che prendono di mira i sistemi di refrigerazione si estendono a nuovi settori strategici. L’ultimo episodio riguarda la Francia, dove alcuni hacker sono riusciti a violare i sistemi di controllo delle celle frigorifere utilizzate per conservare le scorte di sangue e plasma destinati alle trasfusioni.
L’intrusione ha interessato tre impianti regionali, provocando una variazione anomala delle temperature: dai -30 gradi previsti per la corretta conservazione degli emoderivati si sarebbe arrivati addirittura a 110 gradi.
Come riportato dall’Ansa, a essere coinvolto è stato Coolworld, fornitore di servizi di refrigerazione per l’Établissement français du sang, il servizio trasfusionale nazionale.
L’attacco, avvenuto lunedì scorso, non avrebbe tuttavia compromesso le riserve né provocato conseguenze per la salute pubblica. La ministra della Salute francese, Stéphanie Rist, e lo stesso istituto hanno infatti assicurato che non si sono registrati danni sanitari. L’Efs ha precisato che “la sicurezza delle scorte è stata preservata grazie ai sistemi di monitoraggio e allarme delle strutture, nonché alle misure precauzionali immediatamente attuate“.
Nel frattempo sono state avviate indagini per ricostruire le modalità dell’intrusione e individuare gli eventuali responsabili. Anche il Centro nazionale sangue italiano ha richiamato l’attenzione delle strutture trasfusionali, invitandole “a mantenere la massima attenzione, verificando le temperature e adeguando le misure di sicurezza atte a prevenire i rischi emergenti“.
Allerta in Europa dopo gli attacchi ai supermercati: le raccomandazioni per proteggere la catena del freddo
L’episodio francese si inserisce in un quadro più ampio di offensive informatiche che nelle ultime settimane hanno interessato diversi Paesi europei. Il mese scorso, in Francia, i pirati informatici erano riusciti a intervenire sui sistemi di refrigerazione di circa 700 supermercati, mentre mercoledì una filiale regionale di Crédit Mutuel ha confermato di aver subito un’intrusione. Anche in Italia sono stati segnalati episodi analoghi, con alcune attività commerciali coinvolte in Sicilia, Toscana ed Emilia-Romagna.
Federconsumatori, pur prendendo atto delle rassicurazioni, invita a non sottovalutare la situazione: “non bisogna abbassare la guardia“. L’associazione sottolinea che le modalità degli attacchi potrebbero evolversi e che occorre individuare tempestivamente qualsiasi anomalia nella conservazione dei prodotti. Tra le misure suggerite agli operatori della distribuzione, della logistica e della refrigerazione figurano la verifica dell’esposizione dei sistemi di controllo su Internet, la separazione delle reti aziendali, l’utilizzo di VPN e dell’autenticazione a più fattori per gli accessi da remoto, oltre alla sostituzione dei dispositivi non più supportati. Fondamentale anche predisporre strumenti indipendenti di rilevazione delle temperature, allarmi per il superamento delle soglie critiche e registrazioni costanti, senza affidarsi esclusivamente ai sistemi digitali collegati alla rete. Federconsumatori suggerisce inoltre l’impiego di indicatori tempo-temperatura su alcuni prodotti campione, etichette capaci di cambiare colore in modo irreversibile quando viene superato un determinato limite termico.
Sul fronte delle indagini, sul dark web è comparsa una rivendicazione attribuita ai gruppi filorussi Noname057(16) e Z-Pentest, che avrebbero minacciato nuovi attacchi contro acquedotti, centrali elettriche, impianti industriali e depositi alimentari.
