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Il caso Fakir tra cronaca e propaganda: perché questa morte divide l'Italia più di qualsiasi altra

Il caso Fakir tra cronaca e propaganda: perché questa morte divide l'Italia più di qualsiasi altra

Già se ne parla troppo, non volevo scrivere su questo argomento ma sento cose, si dicono cose e, mi sembra giusto fare una riflessione da “Il logico scorretto”.

 

Stiamo parlando di una tragedia, una persona che muore è sempre una tragedia, ma sta diventando qualcosa che non appartiene più al corpo, alla memoria, sta diventando un oggetto di propaganda, anzi, lo è stato da subito. Una certa parte politica si è mossa in modo fulmineo, il sindaco che ha radunato la piazza, richieste di vendetta che hanno portato la città in fiamme.

Ma se ne continua a parlare, interi servizi, media scatenati ne fanno il centro dell’attenzione, al contrario dell’attentato di Modena dove l’hype è durato pochissimo tant’è che non sappiamo più nulla: come stanno le altre vittime? Dov’è l’attentatore? Perché gli erano stati chiusi i social? Cos’altro hanno scoperto le indagini?

Invece per Fakir si aspettano le indagini, si sono fatti i, minuto per minuto dell’autopsia, si è mosso il governo del Marocco.

Ora, parliamoci chiaramente, il signor Fakir aveva un passato legato a condanne per droga ma a detta di tutti si era ripreso pare fosse seguito da un centro di salute mentale e per questo credo che, quel delirio psicotico che abbiamo visto nei video non sia stato una novità per chi lo conosceva.

Il tema è che chi lo conosceva, non c’era, quelli che adesso parlano di Fakir, in quelle ore di richieste di aiuto, non c’erano, nessuno è sceso a confortarlo a bloccare quello stato che lo faceva essere un pericolo per sé e per gli altri. La polizia ha aspettato svariati minuti prima che la situazione degenerasse e il protocollo gli obbligasse a immobilizzarlo, eppure neanche in questi minuti, la famiglia, i conoscenti, non erano presenti. Credo che in quel momento sarebbe bastata una voce per cambiare l’esito di questa tragedia.

Come dicevo, i media, i social, stanno cavalcando da giorni la notizia, da poco ho letto che la famiglia avrebbe chiesto un risarcimento di 3 milioni, spero che sia una fake news e che l’esito delle indagini arrivino presto, in modo da poter chiudere, senza dubbi, questa tragedia.

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