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Il presidente della Repubblica interviene sugli episodi di violenza in Val di Susa

Il presidente della Repubblica interviene sugli episodi di violenza in Val di Susa

Sergio Mattarella interviene con fermezza sugli episodi di violenza in Val di Susa, sottolineando come la violenza sia un pericolo per la convivenza democratica

Sergio Mattarella ha condannato gli episodi di violenza avvenuti sabato in Val di Susa durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale, definendo quanto accaduto «inammissibile». Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2026.

La presa di posizione del capo dello Stato è stata pronunciata davanti a rappresentanti delle istituzioni e ha avuto come oggetto principale la difesa della convivenza democratica e delle regole comuni.

Intervento al Ventaglio e richiami costituzionali

Mattarella ha paragonato la violenza a un «virus letale per la democrazia e per la vita sociale» e ha ammonito che «Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica». Ha inoltre affermato che la giustificazione della violenza non può essere accettata solo perché una posizione è minoritaria.

Il presidente ha sottolineato la necessità del rispetto della legge, dichiarando che «se le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato.» Nel discorso è emerso il richiamo a tutelare i valori costituzionali come fondamento della convivenza civile.

Reazioni politiche e istituzionali

Le parole del presidente hanno determinato reazioni immediate nel panorama politico. Il ministro dell’Interno ha ricevuto una telefonata di solidarietà dal Presidente della Repubblica, mentre la presidente del Consiglio ha definito gli atti come un attacco allo Stato. Esponenti di vari schieramenti parlamentari hanno espresso vicinanza alle forze dell’ordine e condanna per gli episodi violenti.

Rappresentanti dell’opposizione hanno anch’essi condannato gli scontri, richiamando al rispetto delle regole democratiche. Le posizioni espresse hanno contribuito ad alzare il livello del dibattito pubblico sul tema della protesta e dell’ordine pubblico.

Avvertimento sull’intelligenza artificiale e informazione

Mattarella ha esteso il suo intervento anche ai rischi dell’intelligenza artificiale per l’informazione, osservando che «l’informazione non è clone di sé stessa e che non è la caricatura della pecora Dolly.» Ha richiamato alla responsabilità gli operatori dell’informazione chiedendo una stampa libera e approfondita, capace di distinguere le notizie autentiche dai prodotti artificiale.

Il richiamo presidenziale ha messo in relazione la qualità dell’informazione con la tenuta della democrazia, invitando a vigilare sui problemi legati agli errori e alle distorsioni generate dalle tecnologie.

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