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“Teheran si dia una regolata": la foto virale di Trump con una mitragliatrice

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Tra immagini virali di Trump, accuse reciproche e pressioni economiche, Usa e Iran restano lontani: il cessate il fuoco non è bastato.

Lo scontro tra Stati Uniti e Iran torna ad accendersi tra dichiarazioni aggressive, messaggi social ad alto impatto e una crescente pressione economica descritta come strategia di lungo periodo. Donald Trump è tornato a colpire Teheran con toni duri e una immagine con in mano una mitragliatrice, mentre sul piano internazionale si moltiplicano le accuse, le contromosse e le tensioni diplomatiche.

Cessate il fuoco fragile e massima pressione Usa: la risposta di Teheran

Nonostante la tregua, l’Iran sostiene che il conflitto sia tutt’altro che concluso. Il portavoce dell’esercito iraniano Mohammad Akraminia, in un video ripreso da Al Jazeera, ha chiarito che per Teheran il cessate il fuoco non rappresenta la fine della guerra: “Noi non consideriamo la guerra finita dal giorno in cui i combattimenti si sono fermati e c’è stato il cessate il fuoco”.

Akraminia ha spiegato che la sfiducia verso Washington resta totale: “Non ci fidiamo degli Usa e dei nostri nemici”. Per questo motivo, secondo il portavoce, le forze armate iraniane continuano a operare come in pieno conflitto: “Abbiamo continuato allo stesso modo rispetto a quando era in corso la guerra ad aggiornare la nostra lista di bersagli”, aggiungendo che sono proseguiti addestramento, produzione e aggiornamento degli equipaggiamenti militari.

La conclusione è netta: “Per noi, la situazione è ancora una situazione di guerra” .

Parallelamente, secondo il Wall Street Journal, Trump avrebbe chiesto ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dell’Iran, scegliendo di colpire le esportazioni petrolifere e le risorse economiche del Paese piuttosto che tornare ai bombardamenti. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha confermato la linea della “massima pressione”, spiegando che “l’inflazione a Teheran è raddoppiata e la sua valuta si è rapidamente deprezzata”, con perdite economiche pesanti per il regime.

Teheran ha risposto anche sul piano diplomatico, inviando una lettera al Consiglio di Sicurezza dell’Onu contro quella che ha definito “pirateria statunitense” per il sequestro di navi iraniane. L’ambasciatore Amir Saeed Iravani ha denunciato che “Tale comportamento costituisce coercizione illegale, interferenza nel legittimo commercio internazionale e sequestro illegale di proprietà”, accusando Washington di minare gravemente il diritto internazionale.

“Teheran si dia una regolata”: l’immagine choc di Trump con la mitragliatrice scatena polemiche

Donald Trump ha rilanciato le critiche all’Iran attraverso un post pubblicato nelle ore notturne a Washington, affermando che il regime dovrebbe “darsi una regolatae che non sa “come firmare un accordo non nucleare”. Il messaggio è stato accompagnato da un’immagine chiaramente generata con intelligenza artificiale in cui il presidente appare in piedi davanti a un paesaggio montuoso devastato da esplosioni, mentre impugna una mitragliatrice. L’effetto provocatorio è stato rafforzato dalla scritta in evidenza: BASTA CON IL SIGNOR GENTILE, un riferimento a una precedente comunicazione con cui Trump aveva annunciato una linea più dura nei confronti di Teheran.

Lo stesso presidente, in un altro intervento pubblico durante la cena di Stato per Re Carlo, ha rivendicato la forza degli Stati Uniti nel confronto con l’Iran, dichiarando: “Abbiamo sconfitto militarmente l’avversario” e aggiungendo che “Non permetteremo mai a quell’avversario… di dotarsi di un’arma nucleare”. Ha inoltre sottolineato il ruolo congiunto di Washington e Londra in “fieri e trionfanti” conflitti storici contro “le forze del comunismo, del fascismo e della tirannia”.