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Inchiesta petrolio: chiesto arresto per Gemelli, sfiducia alle porte
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Inchiesta petrolio: chiesto arresto per Gemelli, sfiducia alle porte

Per il compagno della ex ministra per lo sviluppo economico Federica Guidi, il Tribunale di Potenza ha rigettato la richiesta di arresto. Gianluca Gemelli resta fra gli indagati e per lui rimane in piedi l’ipotesi di reato di concorso in corruzione e millantato credito, ma il Giudice per le Indagini Preliminari, dottoressa Michela Tiziana Petrocelli, ha deciso di rigettare la richiesta di arresto. Le indagini dell’inchiesta sulla costruzione del centro oli Total Tempa Rossa a Corleto Perticara (in provincia di Potenza) proseguono, nel frattempo, e la magistratura ascolterà sia la ministra dimissionaria Federica Guidi, sia la ministra per i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi. La Procura di Potenza, inoltre, presenterà un ricorso contro il rigetto della richiesta di arresto di Gianluca Gemelli.
Il clima politico si mantiene incandescente, con il Centrodestra e il Movimento 5 Stelle decisi a presentare ciascuno una mozione di sfiducia. Il commento di Renzi non si è fatto attendere.

“La disponibilità immediata di Guidi ad un passo indietro ha gettato nel panico le varie opposizioni” ha dichiarato il premier, secondo il quale il governo è “responsabile non si sa bene di cosa”, nell’ambito dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata, e, di fronte alla “ennesima mozione di sfiducia”, andrà “in Parlamento, spero prima possibile. E ancora una volta il Parlamento potrà mandarci a casa, se vorrà. Ma non credo succederà neanche stavolta”.

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