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Incidente in una centrale nucleare in Cina, possibile fuga radioattiva: l’allarme dalla Francia

Incidente nella centrale nucleare di Taishan in Cina: l’allarme arriva dalla società che ha costruito l'impianto ma viene "girato" agli Usa

La centrale di Taishan

Incidente in una centrale nucleare in Cina con possibile fuga radioattiva e innalzamento dei limiti di tolleranza “sospetto”: l’allarme arriva dalla Francia ma lo storico è a cura dei media Usa. Media come la Cnn che, sempre sul pezzo come per il caso dell’impianto in Iran, riportano come da qualche giorno le autorità di Washington stanno monitorando la situazione su quanto accaduto nell’impianto nucleare cinese di Taishan, nel Guangdong.

In merito a quel presunto “incidente” La Cnn sostiene che l’azienda francese, proprietaria e partner di gestione del sito, ha parlato di una “minaccia radioattiva imminente“. 

Incidente in una centrale nucleare in Cina: la Francia denuncia manomissioni

Pare anche che fra azienda transalpina e autorità di Pechino sia sia arrivati alle denunce. Perché? Perché a detta dei media Usa o del gruppo francese EDF, che ha partecipato alla costruzione dell’impianto (gestito dal TNPJVC, joint-venture di CGN al 70% e EDF al 30%) le autorità locali avrebbero innalzato i limiti consentiti di radiazioni rilevati all’esterno della centrale.

A che scopo? Per far ricadere l’accaduto non nel novero degli incidenti ma della normale amministrazione. 

Incidente in una centrale nucleare in Cina: accuse francesi girate agli Stati Uniti 

Si tratta di un’accusa gravissima contenuta in una lettera inviata, non si capisce bene a che titolo, dall’azienda francese Framatome al ministero dell’Energia statunitense. Ad ogni modo l’amministrazione Biden, strano interlocutore in una faccenda che dovrebbe essere tutta sino-francese, non ha parlato di “crisi”.

Il gruppo ha precisato poi che alcuni suoi team stanno operando “per valutare la situazione e proporre soluzione per affrontare qualsiasi potenziale questione connessa”. Sull’altro fonte invece la Cina rassicura e lo fa tramite China General Nuclear Power Corp

Incidente in una centrale nucleare in Cina, che smentisce e parla di “revisione”

La società sostiene che gli indicatori ambientali all’interno e intorno all’impianto di Taishan sono normali.

Poi che “l’unità 1 dell’impianto nel Guangdong funziona normalmente e l’unità 2 è stata ricollegata alla rete la scorsa settimana dopo una revisione”. Le unità in questione, a detta di Bloomberg, hanno una capacità combinata di 3,3 gigawatt e sono entrate in funzione nel 2018 e nel 2019. Ma allora cosa è accaduto? Che uno dei reattori EPR “ha fatto registrare un aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario”. In punto di note tecniche il circuito primario è un circuito sigillato che contiene acqua sotto pressione, che si scalda nella vasca del reattore a contatto con elementi combustibili. 

Incidente in una centrale nucleare in Cina: il “giallo” dei gas nobili

Fra questi ci sono appunto i gas rari come argon, elio,  krypton o neon. “La presenza di alcuni gas nobili nel circuito primario – precisa EDF – è un fenomeno noto, studiato e previsto dalle procedure di gestione dei reattori”. Ma allora perché interessare gli Usa e per di più su una faccenda che per ammissione stessa del costruttore francese è protocollabile come nella norma? Il tema delle centrali nucleari e degli eventi fuori controllo al loro interno o nelle loro adiacenze è ovviamente tema delicatissimo. L’impressione è che la strategia di controffensiva contro il Dragone pianificata dal G7 in Cornovaglia abbia già preso piede.

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