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Indagini a Roma per corruzione legate al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina

Indagini a Roma per corruzione legate al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina

La Procura di Roma ha disposto perquisizioni delegate al Ros nei confronti di tre persone coinvolte nell'indagine per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio legata al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.

La Procura di Roma ha avviato un’indagine per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, disponendo perquisizioni eseguite dai carabinieri del Ros nelle province di Roma, Reggio Calabria e Frosinone; nel mirino tre persone identificate come un magistrato in quiescenza della Corte dei Conti, un avvocato ed ex consigliere di Stretto di Messina Spa e un imprenditore.

Gli accertamenti hanno riguardato luoghi di lavoro e abitazioni, con il sequestro di dispositivi e documenti utili a ricostruire contatti e scambi informativi relativi all’esame di legittimità della Corte dei Conti sul progetto definitivo dell’opera. Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2026.

L’indagine è rilevante perché incide su una tappa cruciale del percorso amministrativo del ponte, ossia il vaglio di legittimità contabile della Corte dei Conti che precede ogni ulteriore passaggio.

Secondo l’impianto ipotizzato dagli inquirenti, l’obiettivo di alcuni contatti sarebbe stato quello di orientare la valutazione, con possibili interferenze rispetto al regolare funzionamento degli organi di controllo. La vicenda ha generato richieste di chiarimenti istituzionali e ha spinto i soggetti interessati ad affermare disponibilità alla collaborazione, mentre gli investigatori mantengono il riserbo sugli esiti delle prime analisi forensi.

I nomi e i ruoli delle tre persone perquisite

Tra i destinatari dei decreti di perquisizione figurano Tommaso Mielegià presidente aggiunto della Corte dei Conti e in quiescenza dal febbraio scorso, Giacomo Saccomannoavvocato ed ex componente del cda di Stretto di Messina Spae Vincenzo Virgiglioimprenditore con legami nella provincia di Reggio Calabria. Le posizioni sono al vaglio per verificare l’eventuale sussistenza di condotte dirette a influenzare il parere di legittimità sul progetto definitivo. Gli inquirenti intendono chiarire l’ampiezza dei rapporti intercorsi, la natura delle comunicazioni scambiate e l’eventuale circolazione di informazioni riservate in vista delle sedute decisorie interne alla magistratura contabile.

Il profilo dei tre indagati è al centro di riscontri incrociati su messaggi, appunti e contatti istituzionali, con particolare attenzione alle rispettive funzioni e potenziali conflitti d’interesse. Nel caso del magistrato in quiescenza, le verifiche riguardano anche il periodo immediatamente precedente e successivo alla cessazione dal servizio, mentre per l’avvocato e l’imprenditore si approfondiscono rapporti con amministrazioni, società partecipate e soggetti coinvolti nel perimetro dell’opera. L’obiettivo è delineare se vi siano stati vantaggi promessi o ottenuti e se le condotte abbiano inciso sul processo decisionale della Corte.

Ipotesi accusatorie e presunti scambi informativi

Secondo gli atti d’indagine, l’avvocato e l’imprenditore avrebbero promosso contatti per ottenere un trattamento favorevole presso la Corte dei Contiprospettando al magistrato in quiescenza il sostegno per incarichi in enti pubblici o società partecipate dopo il pensionamento. Allo stesso tempo, il magistrato avrebbe fornito aggiornamenti sull’iter interno dell’organo contabile, con presunti riferimenti agli orientamenti dei colleghi e allo svolgimento della Camera di consiglio in adunanza plenaria. Resta al vaglio la circostanza secondo cui il magistrato avrebbe preso in considerazione una decisione sfavorevole datata 29 ottobre 2026, impegnandosi a predisporre una memoria a favore della società interessata al ponte, ipotesi che gli inquirenti stanno verificando su base documentale.

Le verifiche mirano a correlare eventuali promesse o utilità al contenuto delle comunicazioni sequestrate, ricostruendo la sequenza temporale degli scambi e il loro impatto sui passaggi procedurali. Saranno analizzati bozzetti di memorie, email, appunti e messaggistica, per stabilire se vi sia stata rivelazione del segreto d’ufficio e in quale misura ciò possa avere influito sul libero convincimento dei magistrati della sezione competente. L’indagine resta in fase istruttoria e non risultano, al momento, provvedimenti restrittivi, mentre prosegue l’acquisizione di riscontri coerenti con il perimetro dei reati ipotizzati.

Perquisizioni, sequestri e tracciamento delle comunicazioni

Le perquisizioni hanno interessato RomaReggio Calabria e Frosinonecon il sequestro di dispositivi elettronici e documenti cartacei. Il materiale sarà sottoposto ad analisi forense per estrarre cronologie, metadati, bozze e file cancellati, allo scopo di mappare i contatti tra gli indagati e individuare eventuali trasferimenti di atti o informazioni protette. Gli investigatori hanno puntato su supporti digitali personali e professionali per verificare se la circolazione dei dati abbia superato le soglie di accesso consentite ai soggetti coinvolti, con particolare attenzione a conferenze di servizi, pareri interni e programmazione delle sedute collegiali.

Parallelamente, vengono esaminati registri telefonici, flussi email e archivi cloud per misurare la frequenza delle interazioni e la rilevanza dei contenuti rispetto al calendario dei passaggi in Corte. L’acquisizione di riscontri su luoghi, date e orari delle comunicazioni aiuterà a comprendere se i contatti siano stati compatibili con un normale scambio informativo o se abbiano integrato gli estremi della corruzione e della rivelazione del segreto. Eventuali incroci con documenti protocollati consentiranno di distinguere le fonti pubbliche da quelle riservate.

Il vaglio della Corte dei Conti e le reazioni istituzionali

L’esame di legittimità contabile della Corte dei Conti costituisce una tappa chiave prima dell’avvio di opere pubbliche di grande portata. Nel caso del ponte, si tratta di verificare la regolarità formale degli atti, la coerenza delle coperture e la corretta impostazione contrattuale. Eventuali condizionamenti o divulgazioni illecite potrebbero incidere sulla robustezza del procedimento, con riflessi sul cronoprogramma e sull’ulteriore iter amministrativo. Gli inquirenti hanno mantenuto riservatezza sui dettagli, sottolineando che le attività in corso mirano a ricostruire fatti e responsabilità senza pregiudicare il normale svolgimento delle funzioni istituzionali.

La vicenda ha suscitato richieste di chiarimenti in ambito parlamentare e prese di posizione sul fronte della trasparenza. Stretto di Messina Spa ha fatto sapere di essere estranea all’inchiesta e disponibile a collaborare con le autorità: “ribadiamo la completa disponibilità a fornire ogni elemento utile”, si legge in una nota, con l’annuncio di misure a tutela degli interessi societari. Le analisi dei dispositivi sequestrati e gli ulteriori accertamenti sui contatti tra gli indagati determineranno i prossimi sviluppi procedurali e l’eventuale esercizio dell’azione penale.

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