In un contesto già teso, la delegazione iraniana ha deciso di lasciare i negoziati con gli Stati Uniti in corso a Bürgenstock, in Svizzera. La mossa è arrivata in risposta alle minacce verbali del presidente americano Donald Trumpche ha avvertito l’Iran di non chiudere lo Stretto di Hormuz. La situazione è ora in una fase di stallocon le parti che valutano le prossime mosse.
La protesta iraniana e le minacce di Trump
La decisione di abbandonare i colloqui è stata annunciata dall’agenzia di stampa iraniana Tasnimche ha citato una fonte vicina al team negoziale. Secondo quanto riportato, la delegazione iraniana ha presentato una protesta formale agli americani, definendo le dichiarazioni di Trump come inaccettabili. Il capo negoziatore iraniano, Mohammed Ghalibafha risposto su X, affermando che le minacce americane non avranno effetto e che le forze armate iraniane sono pronte a rispondere.
Le dichiarazioni di Trump
Donald Trump ha rilasciato diverse dichiarazioni minacciose nei giorni scorsi. In un’intervista a Fox, ha avvertito che se l’Iran chiuderà lo Stretto di Hormuz, non avrà più un Paese. Ha inoltre dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero prendere il controllo dello Stretto e imporre pedaggi sul petrolio che passa attraverso questa via navigabile cruciale.
Queste dichiarazioni hanno ulteriormente esacerbato le tensioni tra i due Paesi.
Lo stato attuale dei negoziati
Nonostante la decisione di lasciare i colloqui, fonti iraniane hanno riferito che i negoziati non sono ancora conclusi. Secondo quanto riportato da CNNsono in corso dialoghi informali per far sì che le parti diplomatiche riprendano i colloqui. Il vicepresidente americano JD Vance ha affermato che sono stati registrati grandi progressi nelle ultime ore, ma ha ammesso che i negoziati potrebbero non risolvere ogni disaccordo.
Le richieste iraniane
L’Iran ha posto alcune condizioni per la ripresa dei colloqui. Tra queste, la fine della guerra in Libano e il rispetto degli impegni economici da parte degli Stati Uniti. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaeiha dichiarato che senza l’attuazione di queste disposizioni, l’ingresso nella fase negoziale per un accordo finale non è possibile. Inoltre, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito che l’Iran non rinuncerà mai al suo diritto di arricchire l’uranio.
La situazione rimane complessa e le prossime mosse di entrambe le parti saranno decisive per il futuro dei negoziati. Mentre il mondo osserva, la speranza è che la diplomazia prevalga sulle minacce e che si possa trovare una soluzione pacifica alla crisi.
