Dopo l’ultimatum di Donald Trump all’Iran, c’è il rischio di una nuova escalation della guerra. Da Teheran, infatti, non sembrano intenzionati a riaprire lo stretto di Hormuz. Ma ecco gli ultimi aggiornamenti.
Guerra in Iran, Teheran respinge l’ultimatum di Donald Trump: “Colpiremo gli impianti energetici ed elettrici in tutto il Golfo”
Sabato sera, 21 marzo 2026, Donald Trump ha lanciato un ultimatum all’Iran, ovvero di riaprire entro 48 ore lo stretto di Hormuz, altrimenti “colpiremo le centrali nucleari.” Da Teheran però non sembrano intenzionati a riaprire lo stretto, fanno sapere che, se gli Usa attaccheranno le centrali nucleari: “tutte le infrastrutture della regione saranno considerati obiettivi legittimi e distrutte in modo irreversibile.” Intanto continuano gli attacchi di missili balistici su Israele e contro i Paesi del Golfo Persico.
Guerra in Iran, Trump sta creando una squadra per i negoziati
Secondo quanto riferito dall’agenzia Axios, gli inviati di Donald Trump, ovvero Jared Kushner e Steve Witkoff, sono al lavoro per formare una squadra al fine di negoziare con l’Iran, su ordine dello stesso presidente degli Stati Uniti anche se, per il momento, come riferisce l’agenzia, non ci sarebbero stati contatti diretti tra Usa e Iran, ma scambi di messaggi tramite Egitto, Qatar e Regno Unito. Egitto e Qatar avrebbero informato gli Usa che l’Iran sarebbe pronto a negoziare ma con condizioni molto rigide, tra cui la fine degli attacchi e il risarcimento dei danni subiti. Ricordiamo che gli Stati Uniti hanno posto sei condizioni per mettere fine al conflitto, tra cui lo stop per cinque anni al programma missilistico.