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L'Italia conferma gli aiuti all’Ucraina, Crosetto risponde ai no della Lega: “Qualcuno si vergogna”

L'Italia conferma gli aiuti all’Ucraina, Crosetto risponde ai no della Lega: “Qualcuno si vergogna”

L'Italia e il decreto sulle armi all'Ucraina: Crosetto ribadisce il sostegno tra divisioni nella Lega e proteste in Parlamento.

L’invio di armi all’Ucraina continua a scuotere la politica italiana, provocando tensioni all’interno del governo Meloni e divisioni evidenti nella Lega. Mentre il centrodestra cerca di mantenere compatta la maggioranza, alcuni deputati del Carroccio, vicini a Roberto Vannacci, hanno scelto di votare contro la risoluzione alla Camera, sollevando dubbi sull’equilibrio tra solidarietà internazionale e interesse nazionale.

La replica del ministro della difesa Crosetto non si è fatta attendere.

Divisioni nel governo sulla fornitura di armi a Kiev: due leghisti votano no

L’invio di armamenti all’Ucraina continua a creare tensioni interne al governo Meloni, mettendo in evidenza le fratture nella Lega. Il voto alla Camera di oggi, giovedì 15 gennaio, ha confermato le divergenze: due deputati leghisti, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello – vicini a Roberto Vannacci – hanno deciso di votare contro la risoluzione approvata dalla maggioranza, rompendo l’unità del centrodestra.

Sasso, ex sottosegretario all’Istruzione e capogruppo della Lega in commissione Cultura, si è spesso battuto su temi di educazione e identità di genere, ma in questa occasione ha espresso il proprio dissenso sulla base di ragioni di politica estera: “Ritengo che inviare ulteriori armi e soldi a Zelensky non rappresenti l’interesse nazionale… Io dico no ai soldi degli italiani per Zelensky.

Ci vuole coerenza“.

Anche Ziello, deputato e membro della commissione Affari costituzionali, ha sostenuto la linea del no, preoccupato per il possibile impatto sul bilancio e sull’interesse nazionale. A loro si è unito Emanuele Pozzolo del gruppo Misto, mentre fuori da Montecitorio simpatizzanti di Vannacci hanno organizzato un flashmob con lo slogan: “Basta finanziamenti a Kiev per le armi. Le risorse per i cittadini italiani“, sottolineando la pressione popolare che accompagna il dibattito.

L’Italia conferma gli aiuti all’Ucraina, Crosetto reagisce ai no di due leghisti: “Qualcuno si vergogna”

In aula, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito con fermezza la posizione del governo a favore della proroga degli aiuti militari e civili all’Ucraina. Citando la situazione quotidiana sul terreno, ha spiegato: “Anche la notte scorsa, mentre noi dormivamo, su Kiev e su tutta l’Ucraina hanno continuato a cadere migliaia di missili e di bombe. Se avessi avuto la possibilità di dare all’Ucraina i mezzi per impedire a tutte quelle bombe di cadere, glieli avrei dati, senza sentirmi in colpa“.

Crosetto ha precisato che il sostegno non ha scopo bellicista, ma mira a proteggere la popolazione e il territorio ucraino: “Sostenere l’Ucraina non significa voler prolungare la guerra, significa evitare che la pace futura sia fragile e ingiusta. Lo spirito con cui l’Italia ha aiutato l’Ucraina finora è stato quello di impedire che chi vuole distruggere la popolazione ucraina e di piegarla potesse farlo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà, io mi sento orgoglioso“.

Nonostante gli applausi dei deputati di Forza Italia e Fratelli d’Italia, i banchi della Lega sono rimasti più vuoti del solito, con assenze anche di ministri e sottosegretari, a testimonianza delle divisioni interne. La risoluzione è stata approvata con 186 voti favorevoli, 49 contrari e 81 astenuti, dopo settimane di trattative sul mix di aiuti militari e civili, ma il dissenso della Lega segnala come il dibattito sull’Ucraina rimanga uno dei nodi più delicati per la tenuta del centrodestra.

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