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Rientrano in Italia le salme degli italiani morti nell’attentato di Barcellona

Atterrano all'aeroporto di Ciampino le salme di Luca Russo e Bruno Gullotta, i due italiani morti nell'attentato di Barcellona.

Barcellona

Triste ritorno

Nell’attentato di Barcellona, avvenuto pochi giorni fa, hanno perso la vita tre italiani: due giovani, Luca Russo e Bruno Gullotta, e una donna anziana, Carmen Lopardo. L’anziana donna, di origini italiane, aveva cittadinanza argentina e da anni viveva nel paese del Sud America. Era in pensione e si trovava a Barcellona per un viaggio turistico. Ora che è tutto finito, la sua salma verrà riportata nel paese dove ha vissuto per anni. Per quanto riguarda i due giovani italiani, invece, le salme sono state riportate in Italia. L’aereo con Luca e Bruno è atterrato a Roma, a Ciampino: ad attenderli per l’estremo saluto c’erano le loro famiglie. Ma, in segno di cordoglio nazionale, all’aeroporto per i due italiani morti a Barcellona c’era anche Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica.

Fine dei giochi

Il rientro delle salme dei due italiani è il segno che questa triste storia sta volgendo al termine.

Luca Russo e Bruno Gullotta sono solo due delle tredici vittime falciate dal furgone guidato da Younes Abouyaaqoub. Fino a ieri mattina era ancora solo un ricercato, ma nella giornata di ieri è stato fermato, definitivamente. Nella sua fuga disperata, Abouyaaqoub aveva ucciso il proprietario di una Ford Focus bianca per forzare il posto di blocco della polizia e fuggire. Un altro omicidio sulle sue mani. Arrivato a Sant Just, però, il 22enne marocchino non ha potuto più evitare la polizia, che pur di fermarlo ha fatto fuoco contro di lui, uccidendolo. Fino alla fine Abouyaaqoub ha provato a spaventare la polizia: alla vita portava una finta cintura esplosiva e, per non farli avvicinare, ha gridato “Allah Akbar“, minacciando l’esplosione. Ora le impronte digitali stanno confermando che proprio Abouyaaqoub era alla guida del furgone che ha fatto strage a Barcellona.

Invito alla pace

Dopo tanto sangue e tanta morte il desiderio di tutti e di poter avere di nuovo un po’ di pace.

Domenica mattina nella Sagrada Familia è stata celebrata la Messa della Pace dall’arcivescovo di Barcellona, il cardinale Joan Josep Omella. La messa è stata doppiamente simbolica: sia per essere stata celebrata nella città colpita, sia perché pare che l’obiettivo principale degli attentatori fosse proprio la chiesa costruita da Antonio Gaudì. Il cardinale Omella ha espresso il desiderio di tutti: “un nuovo stile di convivenza, nel rispetto dei diritti umani, superando le differenze e le esclusioni. Abbiamo dimostrato di essere un popolo che non ha paura. L’unione ci rende forti, le divisioni ci distruggono” Anche Papa Francesco durante l’Angelus ha affrontato il tema del terrorismo e della pace desiderata: “Nei nostri cuori portiamo il dolore per gli atti terroristici che, in questi ultimi giorni, hanno causato numerose vittime, in Burkina Faso, in Spagna e in Finlandia.

Preghiamo per tutti i defunti, per i feriti e per i loro familiari; e supplichiamo il Signore, Dio di misericordia e di pace, di liberare il mondo da questa disumana violenza


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