La corsa dell’Italia Under 19 alla fase finale dell’Europeo in Galles si conclude con un esito amaro: allo Bangor City Stadium il confronto con la Danimarca si decide ai calci di rigore dopo uno 0-0 che resiste per 120 minuti. La posta in palio era altissima: il vincitore avrebbe ottenuto il pass per il Mondiale U20 del 2027 che si disputerà in Azerbaigian e Uzbekistan.
Nonostante la supremazia numerica nelle occasioni, documentata dai dati della partita, la formazione guidata da Alberto Bollini non riesce a convertire il predominio in risultato.
La sequenza dagli undici metri si chiude 5-4 a favore della Danimarca. Nel corso dei rigori il portiere azzurro Massimo Pessina compie una parata decisiva sul tiro di Alfred Güthler centravanti del Leganés ma gli errori successivi di Andrea Natali dell’AZ Alkmaar e di Destiny Onoguekhan Elimoghale della Juventus si rivelano fatali.
Il primo errore permette ad Hjalte Lærke attaccante del Lecce di ristabilire l’equilibrio, mentre il penalty trasformato dal difensore del Silkeborg Simon Stüker consegna il match-point che porta la squadra di Mads Lyng al turno successivo.
Dettagli della partita e dinamica dei rigori
Il confronto sul campo termina 0-0 dopo i tempi regolamentari e i supplementari: un risultato che non riflette del tutto la pressione offensiva degli azzurrini.
I numeri dicono che abbiamo creato tanto con 15 conclusioni e un palo clamoroso, ha sottolineato il tecnico azzurro al termine della partita. Nonostante la mole di gioco e le opportunità generate, la concretezza sotto porta è mancata nei momenti decisivi. Sul fronte dei rigori, la parata di Massimo Pessina su Alfred Güthler è stata un lampo di speranza, ma gli errori dal dischetto di Andrea Natali e di Destiny Onoguekhan Elimoghale hanno sovvertito il possibile esito favorevole.
Sequenza chiave e protagonisti
La dinamica dei tiri dal dischetto è stata determinata da momenti di lucidità alternati a sbavature decisive. La parata del portiere del Bologna è risultata importante, ma non definitiva: nel confronto a eliminazione diretta la successione degli eventi premia la squadra che commette meno errori. L’esito consegna la Danimarca al turno successivo e chiude il cammino dell’Italia in questa fase finale, con il rammarico di una prestazione ricca di spunti non trasformati in risultato.
Bilancio del torneo e riflessioni di Bollini
Il selezionatore azzurro ha espresso il disappunto per l’esito ma anche la soddisfazione per l’impegno della squadra: “C’è grande amarezza per il risultato – ha detto – più che per la prestazione di oggi. Eravamo la squadra più giovane del torneo, con 18,6 anni di età media, e abbiamo schierato quattro esordienti assoluti nell’Under 19: Antonio ArenaCristiano De PaoliDestiny Onoguekhan Elimoghale e Samuel Wiafe due dei quali classe 2009 (Antonio Arena e Destiny Onoguekhan Elimoghale).” Il tecnico ha aggiunto: “Resta il rammarico per non aver raggiunto la semifinale e per non aver vinto oggi una partita che avremmo meritato. Quando si costruisce così tanto, bisogna essere più concreti.”
Il cammino complessivo della squadra mostra solide basi difensive: in quattro partite di questa fase finale gli azzurrini hanno subito un solo gol su azione, quello dell’1-0 contro l’Ucraina. L’analisi del torneo mette in luce sia i punti di forza — capacità di creare occasioni e tenuta difensiva — sia gli aspetti da migliorare, in particolare la realizzazione sotto porta nei momenti decisivi.
Consequenze sulla partecipazione ai Mondiali U20
Con la sconfitta ai rigori contro la Danimarca l’Italia vede sfumare la qualificazione alla Coppa del Mondo U20 del 2027. Si interrompe così la serie di partecipazioni consecutive agli ultimi mondiali di categoria: 2017 in Corea del Sud, 2019 in Polonia, 2026 in Argentina e 2026 in Cile. L’eliminazione chiude il torneo europeo con un bilancio di potenzialità evidenti e qualche rammarico legato a episodi chiave che avrebbero potuto cambiare il destino della squadra.
La prestazione degli Azzurrini al torneo rimane comunque un banco di prova per il futuro: la presenza di giovani come Destiny Onoguekhan Elimoghale e Antonio Arena indica una base su cui lavorare, mentre l’esperienza acquisita in partite ad alta tensione come quella al Bangor City Stadium può risultare preziosa per il percorso di crescita individuale e collettivo.
