×

Ivonne Zoboli, chi era la donna investita da un autobus a Modena

Ivonne Zoboli è morta dopo essere stata investita da un autobus a Modena. La donna lascia il compagno e una figlia.

Ivonne Zoboli

Ivonne Zoboli è morta all’età di 65 anni, dopo essere stata investita da un autobus a Modena. La donna lascia un compagno e una figlia. La prima ad intervenire è stata una cameriera del chiosco Elio. 

Ivonne Zoboli, chi era la donna investita da un autobus a Modena

Ivonne Zoboli, 65 anni, è stata investita da un autobus a Modena. Una cameriera del chiosco Elio è stata la prima ad accorrere sul luogo dell’incidente. “Abbiamo messo una una tovaglia per coprire la scena straziante. C’era già un gran via vai di gente lungo viale Rimembranze a quell’ora. Altro non si poteva fare, si è capito subito” ha dichiarato Gabriella Paolini, la titolare. All’arrivo del 118, il medico ha constatato il decesso della donna.

L’autista era disperato. È stata una mattina terribile” ha aggiunto. La donna era molto conosciuta in città anche per il suo lavoro. Era una dipendente comunale in pensione e aveva lavorato al centro educativo Memo, per poi andare in pensione anticipata per prendersi cura della madre anziana.  

Era una donna eccezionale. Era stata per anni accanto alla madre, l’aveva accudita fino alla fine. Poi, da qualche tempo, non abitava più qui stabilmente” hanno raccontato i vicini.

Ivonne si era trasferita a casa del compagno. “Ma tornava spesso qui, almeno una o due volte a settimana, per aprire la casa. Ogni volta era un piacere, si scambiavano delle chiacchiere, era una persona socievole, generosa, con tante amicizie. Le piaceva andare in vacanza, uscire la sera, era una donna molto sprint, sempre sportiva con le scarpe da ginnastica. Le piaceva molto camminare. Aveva tante amiche” ha aggiunto. Aveva lavorato anche al Cdh, centro documentazione handicap, e prima ancora come educatrice nella scuola d’infanzia. 

Ivonne Zoboli, morta investita da un autobus: “Era molto legata alla sua famiglia”

La donna lascia il compagno, una figlia che abita fuori Modena e il fratello Maurizio. “Era molto legata alla sua famiglia, al fratello e ai nipoti. Aveva accudito la mamma Silva per molto tempo con grande amore. Adorava la figlia Giulia, che abita fuori città” hanno raccontato gli amici. “Non riusciamo ancora a capacitarci di quanto accaduto, non ci sembra vero possa essere successa una cosa simile proprio a Ivonne” hanno aggiunto. “Non possiamo dire che all’altezza di questo attraversamento pedonale ci siano stati altri incidenti ma sì, il fatto che qui ci sia la corsia dei bus è pericoloso. Non è questo il caso, ma spesso i pedoni attraversano il viale anche con il rosso. Oppure in diagonale, magari parlando al telefonino. Inoltre anche i parcheggi a spina di pesce che lambiscono la corsia preferenziale dei bus sono pericolosi, la gente scende dalla macchina e per pagare la sosta deve appunto attraversare la corsia del mezzi pubblici. Noi stessi quando scarichiamo la merce del bar dobbiamo avere mille occhi quando attraversiamo la strada. Anche la svolta a destra dei bus da via Cavedoni, col semaforo pedonale verde, è rischiosa, anche perché i mezzi alti, come le corriere, hanno una zona cieca, non visibile. Ieri forse ci si è messa anche la sfortuna, è stata una mattinata molto difficile per tutti” hanno raccontato dal bar Elio. 

Contents.media
Ultima ora