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La denuncia dell’Unione africana: “I nostri concittadini bloccati in Ucraina”

Cosa sta accadendo nei punti di transito dell'esodo e perché accade, la denuncia dell’Unione africana: “I nostri concittadini vengono bloccati in Ucraina”

La denuncia dell'Unione africana sui suoi concittadini bloccati in Ucraina

In queste ore arriva la denuncia dell’Unione africana: “I nostri concittadini bloccati in Ucraina”. Secondo le ultime notizie si tratta soprattutto di persone di Nigeria e Guinea che vengono respinte alla frontiera polacca perché non sono in grado di esibire i documenti e non vengono assimilati allo status di profughi, perciò restano in Ucraina, soprattutto alla stazione ferroviaria di Leopoli, nell’Ovest del paese.

Le testimonianze di molti di loro sono state raccolte da France 24, che ha intervistato soprattutto studenti che sostengono di essere stati respinti al confine di Medyka con la Polonia. 

“Nostri concittadini bloccati in Ucraina”, ma Varsavia nega 

Le autorità di Kiev e di Varsavia hanno smentito, ma oggi molti inviati, fra cui anche quelli italiani, hanno data per certa la notizia per cui la Polonia avrebbe innalzato il livello di allarme alle frontiere.

Ci sono studenti provenienti dalla Guinea e dalla Nigeria che hanno ribadito di aver percorso lunghi tragitti a piedi al freddo solo per essere respinti. 

La testimonianza dello studente di Kharkiv

Uno di loro, Moustapha Bagui Sylla che scappava dall’inferno di Kharkiv, ha detto: “Ci hanno fermato al confine e ci hanno detto che le persone di colore non erano ammesse. Ma abbiamo visto bianchi che attraversano la frontiera”. Macky Sall, presidente del Senegal e presidente di turno dell’Unione africana, sta seguendo la vicenda ed ha dichiarato di essere “particolarmente turbato dalle notizie secondo cui ai cittadini africani sul lato ucraino del confine viene negato il diritto di attraversare la frontiera in sicurezza”.

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