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La guerra in Ucraina si concluderà con uno “scenario coreano”? Il significato di questa ipotesi

Lo "scenario coreano" potrebbe essere adottato in Ucraina. Alcune regioni chiedono un referendum per unirsi alla Russia, ma Kiev rifiuta la consultazione.

Ucraina scenario coreano

La guerra in Ucraina si concluderà con la stessa soluzione adottata per le due Coree? Ad avanzare l’ipotesi il capo dell’intelligence militare ucraina Kyrylo Budanov durante un colloquio con il Guardian.

Budanov ha accusato la Russia di voler “dividere l’Ucraina in due per creare una regione controllata da Mosca dopo aver fallito nel prendere il controllo dell’intero Paese”.

Lo “scenario coreano”

Questo “scenario coreano” prevederebbe il ritorno alla normalità grazie al modello usato per la penisola asiatica dopo la Seconda guerra mondiale, quando, come ricordato dal Corriere della Sera, i vincitori trovarono un accordo per terminare i 35 anni di dominio giapponese sulla Corea.

La Corea venne occupata da Stati Uniti e Unione Sovietica, che si divisero le zone di influenza tra sud e nord. Il piano era di creare uno Stato unico e indipendente, ma entrambe le superpotenze volevano la sovranità sull’intero territorio.

La conseguenza fu una guerra che, nel 1950, che separò la Corea del Sud da quella del Nord. L’armistizio, che creò una zona demilitarizzata con una linea di demarcazione individuata nel 38esimo parallelo, venne firmato il 27 luglio 1953.

I dubbi sullo “scenario coreano” in Ucraina

Secondo l’intelligence ucraina, quindi, sarebbe questo lo scenario che si prospetta dopo l’annuncio dall’autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk di indire un referendum per unirsi alla Russia.

L’iniziativa, partita dal leader separatista Leonid Pasechnik, che in seguito ha però assicurato che al momento non c’è nulla di concreto, ha incontrato non solo lo scontato rifiuto di Kiev, ma anche qualche dubbio a Mosca.

A opporsi pubblicamente all’idea di un referendum è stato il presidente della Commissione della Duma per gli affari delle ex repubbliche sovietiche Leonid Kalashnikov, che ha definito la consultazione “sconsigliabile”, in quanto “le due repubbliche erano parte dell’Ucraina fino a tempi recenti”.

“Qualsiasi falso referendum nei territori temporaneamente occupati è giuridicamente insignificante e non avrà conseguenze legali” ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Oleg Nikolenko, aggiungendo di essere certo che nessun Paese al mondo riconoscerebbe la validità di una simile consultazione.

Ipotesi di referendum anche a Kherson

L’ipotesi di un referendum è stata avanzata anche per l’indipendenza della regione di Kherson, occupata dai russi fin dai primi giorni del conflitto, ma gli abitanti della città portuale sono scesi in piazza, protestando contro l’occupazione e questo progetto.

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