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Guerra in Ucraina, Kiev: “La macchina della propaganda russa può colpire anche altri Paesi”

Guerra in Ucraina: la Nazione continua a contare le vittime causate dai russi. Almeno 5.000 civili uccisi a Mariupol dall’offensiva avversaria.

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Guerra in Ucraina: il presidente Volodymyr Zelensky ha ringraziato l’Italia per il suo sostegno al Paese attaccato dalla Russia. Intanto, la Nazione continua a contare le vittime causate dai bombardamenti russi tra i civili e a fare i conti con il rischio della sempre più incombente minaccia nucleare.

Guerra in Ucraina, Mariupol: “Almeno 5.000 civili uccisi dai russi”

Il consigliere del presidente Volodymyr Zelensky e alto funzionario ucraino, Tetyana Lomakina, ha rivelato che, nell’arco temporale compreso tra l’inizio dell’invasione russa del 24 febbraio e lunedì 28 marzo, sono stati uccisi a Mariupol almeno 5.000 civili.

Lomakina, che è attualmente responsabile dell’organizzazione e della gestione dei corridoi umanitari, ha precisato che il numero delle vittime potrebbe essere molto più alto.

Potrebbero, infatti, essere già morte fino a 10.000 persone.

A questo proposito, il consigliere del presidente ucraino ha sottolineato: “Circa 5.000 persone sono state seppellite, ma da 10 giorni non si seppellisce più a causa dei continui bombardamenti”.

Kiev: “Abbiamo distrutto il mito dell’invincibile esercito russo”

In merito all’andamento della guerra, è intervenuto il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko. Nel corso della sua partecipazione in videoconferenza al consiglio comunale di Firenze, infatti, il sindaco della capitale ucraina ha dichiarato: “La città di Mariupol nella quale vivevano 3 milioni di persone, non esiste più.

Il sindaco di Mariupol mi ha detto che oltre l’80% degli edifici della città è andato distrutto. Anche nella città di Kharkiv oltre 1100 edifici sono stati distrutti. Anche il sindaco di Chernihiv mi ha confermato che la metà della città è stata distrutta. Anche le città intorno a Kiev, quali Gostomel, Borodjanka e Iripin, come sono state distrutte, non esistono più“.

Nonostante la drammaticità della situazione presente in Ucraina, tuttavia, Klitschko sottolineato i successi conquistati dalla resistenza del Paese invaso: “Noi ucraini abbiamo distrutto il mito dell’invincibile esercito russo.

Stiamo resistendo alla pressione di uno degli eserciti più forti al mondo e siamo riusciti a cambiare i loro obiettivi. Ognuno dei militari russi che fanno parte dell’esercito sono dei mercenari, combattono per soldi, noi invece stiamo lottando per difendere le nostre famiglie, i nostri amici, i figli e le abitazioni. Lo spirito, la forza con cui combattiamo, è molto più forte rispetto ai mercenari. Spero che ognuno di voi capisca quello che intendo dire – e ha aggiunto –. Secondo la Russia dobbiamo fare un compromesso: cedere una parte dell’Ucraina ma questo è inaccettabile, non ci rimane altro che difendere la nostra patria perché noi non ci inginocchieremo mai, non staremo mai sotto una dittatura. Non vogliamo vivere in un Paese in cui i cittadini non godono di diritti, non hanno libertà di parola, ogni singola scelta politica dipende dall’umore di chi sta al Governo”.

“La macchina della propaganda russa può colpire anche altri Paesi”

Il sindaco di Kiev, poi, ha rivolto un accorato appello agli italiani, pronunciando le seguenti parole: “Lancio un messaggio ai politici italiani: è necessario che interrompiate gli accordi economici: i soldi che la Russia riceve non vengono investiti nell’economia nazionale ma nelle armi. Ogni euro che arriva dall’Ue alla Russia è macchiato di sangue. Ho visto che molti politici cercano di mantenere una linea neutrale: da una parte, condannano la guerra ed esprimono sostegno all’Ucraina ma poi continuano con gli accordi economici con la Russia “.

Infine, il primo cittadino si è concentrato sulla propaganda della Russia, riferendo: “La propaganda russa sta funzionando con molta efficienza: i russi sanno bene che la armi più efficaci non sono le bombe o i carrarmati ma la propaganda. Uno dei principali mezzi di informazione, Russia Today, ha un budget elevatissimo. I russi grazie a questi media pensano che in Ucraina ci siano nazionalisti, estremisti, fascisti. Posso confermare che si tratta di una grande bugia. Se qualcuno di voi ritiene che questa guerra è troppo lontana o non lo coinvolge direttamente, vi state sbagliando. L’Ucraina è uno dei Paesi più grandi in Europa: la destabilizzazione di questo Paese può causare ripercussioni in tutti gli altri Stati europei. Siamo consapevoli che i grandi progetti russi non si fermeranno all’Ucraina. La ricostruzione del vecchio impero russo può riguardare anche altri stati come Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria, questo è quello che viene sostenuto anche dai rappresentati dei Paesi Baltici”.

Telefonata Draghi Zelensky: il tweet di ringraziamento del presidente ucraino all’Italia

Nel pomeriggio di lunedì 28 marzo, il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi ha avuto un colloquio telefonico con il presidente Volodymyr Zelensky. In questo contesto, il premier Draghi ha ribadito il sostegno dell’Italia all’Ucraina.

Al termine della telefonata, Zelensky ha postato un messaggio su Twitter per ringraziare l’Italia, scrivendo: “Continua il dialogo con il presidente Mario Draghi. Si è discusso sul modo in cui contrastare l’aggressività della Russia. Ringrazio per l’importante difesa e supporto umanitario. In Ucraina, le persone lo ricorderanno – e ha concluso –. Apprezziamo la volontà dell’Italia di aderire alla creazione di un sistema di sicurezza garantito per l’Ucraina”.

Guerra in Ucraina, ancora 186 italiani nel Paese: giunti oltre 73 mila profughi in Italia

In Ucraina, a fronte dei 2.000 cittadini italiani inizialmente presenti nel Paese, si trovano ancora 186 italiani. Il dato è stato riferito dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio durante una riunione che ha coinvolto le ambasciate italiane situate in Ucraina e in Russia.

Nel frattempo, il Viminale ha comunicato che il numero di profughi accolti in Italia è aumentato a 73.898: di questi, 28.871 sono minori, 38.068 sono donne e solo 6.959 sono uomini.

A proposito dei rifugiati, il numero complessivo di persone che finora ha lasciato l’Ucraina è pari a 3.862.797 mentre almeno altri 6,48 milioni di cittadini sono sfollati interni.

Sui rifugiati provocati dalla guerra in Ucraina, è intervenuta la ministra dell’Interno italiana Luciana Lamorgese che, al termine del Consiglio straordinari per gli affari interni dell’Unione Europeo organizzato lunedì 28 marzo a Bruxelles, ha dichiarato: “I vari governi stanno utilizzando un sistema d’immediato intervento nei confronti delle famiglie che stanno ospitando i profughi ucraini arrivati nei nostri Paesi. Per quanto riguarda l’Italia, tramite i comuni e il commissario per la protezione civile, stiamo valutando un contributo economico – e ha aggiunto –. Credo sia stato un incontro positivo. Domani ci saranno incontri tecnici per quanto riguarda la piattaforma di solidarietà che riguarderà gli aiuti che i vari Paesi europei daranno alla Moldavia dove attualmente ci sono circa 100 mila persone da redistribuire su territorio europeo. Anche l’Italia farà la sua parte perché abbiamo sempre detto che il principio della solidarietà deve andare di pari passo a quello della responsabilità e quindi non faremo mancare il nostro sostegno anche in questa fase”.

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