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le parole di lucio presta su de martino, amadeus e bonolis: un racconto senza filtri

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in un'intervista schietta, lucio presta torna sui rapporti finiti con alcuni dei protagonisti della tv italiana, definendo de martino un traditore e criticando le scelte di amadeus, mentre riflette con nostalgia su bonolis

Lucio Presta ha concesso una lunga intervista a Selvaggia Lucarelli per Il Fatto Quotidiano, in cui ripercorre tensioni professionali e scelte manageriali che, a suo avviso, hanno segnato i palinsesti italiani. Tra ricordi personali e osservazioni sui meccanismi televisivi, l’agente dipinge una rete di alleanze incrinate e decisioni che hanno avuto conseguenze sullo schermo e dietro le quinte.

Il caso con Stefano De Martino
Presta racconta di aver sostenuto la carriera di Stefano De Martino fino alla guida di Stasera tutto è possibile. Poi, secondo la sua versione, De Martino avrebbe cambiato agente affidandosi a Beppe Caschetto: una rottura esplosa pubblicamente durante la presentazione dei palinsesti Rai, quando a De Martino sarebbe stata rivolta la frase «Non saluto i traditori». Per Presta quella battuta ha segnato il punto di non ritorno nel rapporto professionale.

Effetti sui game show
L’agente sostiene che la separazione abbia avuto ricadute sulla competizione tra game show: variazioni nei rapporti contrattuali e nuove strategie di casting avrebbero alterato l’equilibrio dei palinsesti e la visibilità dei conduttori. Nel settore, dicono gli addetti ai lavori, le scelte manageriali spesso si traducono in impatti concreti su ascolti e trattative.

Questioni di tutela e concorrenza
Presta non risparmia critiche alla Rai, accusata di non aver protetto adeguatamente alcuni prodotti a vantaggio della concorrenza. Secondo lui, questa mancata difesa ha inciso su ascolti e negoziazioni, esacerbando la sensazione che le decisioni aziendali non sempre mettano al primo posto la salvaguardia dei format interni.

Amadeus, format e identità
Nel confronto tra format emergenti e proposte consolidate, Presta cita La ruota della fortuna — rilanciata da Gerry Scotti e dall’energia di Samira Lui — come esempio di un prodotto che è riuscito a conquistare pubblico mentre altri programmi, come quello di De Martino, perdevano terreno. Per l’agente il problema centrale è la sottovalutazione del ruolo del format rispetto al singolo conduttore: trasferirsi a un’altra emittente non garantisce automaticamente il seguito del pubblico.

Il caso Amadeus sul piano economico e strategico
Presta sostiene che la scelta di Amadeus di passare a un’altra emittente o piattaforma sia stata motivata da aspetti economici ma non abbia reso quanto sperato. Secondo lui, il conduttore avrebbe sovrastimato la capacità di trasferire il proprio pubblico oltre il format che lo aveva reso noto, con risultati sotto le aspettative e conseguenze sulle trattative successive.

Identità autoriale vs. format
Un’altra distinzione che Presta mette in luce è quella tra chi è legato al format e chi porta con sé una vera identità autoriale. Parla di Amadeus come di «colui che fa il programma», suggerendo che la riconoscibilità del singolo non è sempre sufficiente a far sopravvivere un prodotto fuori dal suo contesto originale.

Riflessi emotivi: il rapporto con Paolo Bonolis
Nel racconto emergono toni più personali quando Presta evoca il rapporto con Paolo Bonolis: una complicità un tempo proficua poi degenerata, che l’agente descrive con una punta di malinconia. Le dinamiche tra conduttore e pubblico, sostiene, rimangono determinanti in ogni passaggio di carriera. Tra gli aneddoti che affiorano c’è anche quello di Heather Parisi e delle sue strane richieste notturne, sprazzi che mostrano quanto il dietro le quinte possa essere imprevedibile e umano.

Conseguenze pratiche e possibili contromisure
Dalla lettura di Presta emerge la prospettiva di un settore che potrebbe rivedere clausole contrattuali e strumenti di retention: esclusiva, penali, tutele per i format sono tutte leve che le reti potrebbero rafforzare per proteggere investimenti e audience. I direttori di rete, secondo l’agente, stanno già valutando misure per arginare fughe di pubblico e fenomeni simili.

Bilancio finale
L’intervento di Presta riaccende il dibattito su alleanze, fratture e rapporti di forza che modellano carriere e palinsesti. Tra elogi, rimpianti e critiche nette, l’agente traccia un quadro di tensioni pregresse che spinge aziende e colleghi a ripensare strategie contrattuali e di collaborazione. Nei prossimi giorni sarà interessante osservare se le parti coinvolte risponderanno con repliche pubbliche o azioni concrete.