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Lecce: cane dei vicini abbaia, uomo lo ferisce con un fucile

A Porto Cesareo (Lecce) un uomo ha sparato al cane dei vicini perché infastidito dal suo abbaiare: è stato arrestato, mentre l’animale se la caverà.

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Vicenda agghiacciante di crudeltà sugli animali a Porto Cesareo, in provincia di Lecce. Un cane, un golden retriever, “abbaiava troppo”, così un uomo, infastidito, gli ha sparato a distanza ravvicinata con un fucile calibro 16. Fortunatamente il quattro zampe, che appartiene ai vicini dell’aggressore, è stato solo ferito a una spalla, mentre l’uomo che gli ha sparato, Fiore Carrino, un agricoltore 62enne – ma alcune fonti dicono 72enne -, è stato arrestato.

Tra l’altro deteneva illegalmente l’arma che lo ha colpito. Ecco i dettagli.

I fatti

Volante

La proprietaria dell’animale, sentendo lo sparo e vedendo il suo cane a terra, ha subito chiamato il 112.

Sul posto è giunto anche un veterinario per prestare soccorso “al ferito” ed è stato avvisato il servizio sanitario.

I carabinieri del vicino paese di Campi Salentina hanno perquisito la casa dell’agricoltore dove ha trovato il fucile che ha usato con il proiettile ancora in canna e ha verificato che l’arma era detenuta illegalmente. Sono state anche sequestrate 69 cartucce. L’uomo, che ha dei precedenti, è finito in manette con le accuse di porto abusivo di arma e munizioni, maltrattamenti di animale ed esplosione di colpi di arma da fuoco, sarà processato per direttissima.

Il cane si salverà.

“Abbaiare è un diritto del cane”

Cane di razza

Nel 2012 due cani che vivevano con la loro famiglia nella zona di Chieti erano stati “accusati” da alcuni vicini di disturbarli abbaiando, ma il giudice aveva stabilito con sentenza che i cani hanno il “sacrosanto diritto” di abbaiare, soprattutto se vedono minacciato il proprio territorio. Tuttavia anche questo diritto va regolato, perchè effettivamente non bisogna disturbare la quiete pubblica, e comunque, se un cane abbaia e quanto abbaia, non è responsabilità sua, bensì del proprietario.

Cosa dice la legge

Quiete pubblica

Nel 2004 la Corte di Cassazione aveva stabilito che “non ha importanza se a lamentarsi per i latrati dei cani è un solo vicino. A fare scattare la responsabilità del proprietario dell’animale, infatti, non è l’effettivo raggiungimento di plurime persone, ma la potenzialità diffusiva dell’abbaiare dell’animale, che deve essere oggettivamente idonea a disturbare le occupazioni o il riposo”.

“Il criterio – aggiungeva la sentenza – va riferito alla media sensibilità delle persone che vivono nell’ambiente ove i rumori fastidiosi vengono percepiti, mentre e’ irrilevante la eventuale assuefazione di altre persone che abbiano giudicato non molesti i rumori”.

Inoltre è stato precisato che per un eventuale reato, “l’elemento psicologico è costituito dalla mera volontarietà della condotta”, ma possono esserci casi di oggettivo disturbo della quiete pubblica “senza che risulti necessaria l’intenzione dell’agente di disturbare”.

La condanna può avvenire in sede civile con la richiesta di pagare un risarcimento, ma può avvenire anche in sede penale nel caso vi sia stato un “disturbo delle occupazioni o del riposo – magari durante la notte delle persone” che hanno sporto denuncia.

Come evitare che il cane “abbai troppo”

Posto che ci sono alcune razze di cani inclini ad abbaiare più di altre, bisogna cercare di ridurre i motivi per cui i nostri amici a quattro zampe abbaino più spesso, come stress, ansia o noia e cercare semmai di farli “sfogare” di giorno. In ogni caso non vanno nemmeno sgridati, perchè non capirebbero in questo caso i motivi della sgridata.


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