Lite Salvini - Renzi: 'Mi dà del ladro? Ed io lo querelo
Lite Salvini – Renzi: ‘Mi dà del ladro? Ed io lo querelo
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Lite Salvini – Renzi: ‘Mi dà del ladro? Ed io lo querelo

Salvini
lite tra Salvini e Renzi

il tribunale di Genova blocca i conti della Lega Nord. Renzi a Salvini: ladro! Il segretario della lega querela

La magistratura decide quale partito debba proseguire la corsa verso le elezioni. La procure di Genova ha chiesto e ottenuto il blocco dei conti correnti della Lega Nord. Salvini non ci sta ed attacca.

Una querela sarebbe pronta ad essere presentata a carico di Matteo Renzi

Una vecchia regola militare diceva che la migliore difesa è l’attacco. Deve averlo imparato bene l’ex presidente del consiglio. Al punto di tacciare come ladro un avversario politico.

Indipendentemente dalla colpevolezza o meno del partito del sole padano, la magistratura dovrebbe restare fuori dalle beghe politiche. Infatti è la prima volta che a decidere chi può concorrere o meno alle tornati elettorali sia un tribunale. La cosa sorprende ancora di più analizzando il consenso crescente del popolo nei confronti della Lega.

Il leader del carroccio è stato chiaramente definito ladro da Matteo Renzi nel suo discorso alla festa dell’unità di Frascati. Le accuse si riferiscono alla sentenza in primo grado emessa dal tribunale di Genova.

Alla Lega Nord viene imputato l’occultamento di 48 milioni di euro durante la gestione di Bossi e Belsito.

La replica da parte di Matteo Salvini non si è fatta attendere. Oltre a ribattere sulle accuse mossegli da Renzi, ha deciso di sporgere querela a suo carico. Il leader del Carroccio è determinato a portare avanti il suo progetto.

Eppure l’ex premier di scheletri negli armadi ne ha pure lui.

Nel 2011 fu condannato dalla Corte dei Conti per danno erariale, imputabili alla sua gestione quando era presidente della provincia di Firenze. La somma imputatagli fu di oltre due milioni di euro, serviti secondo la Procura, per assunzioni irregolari. Nel 2015, in appello, la corte prosciolse parzialmente il segretario PD. La motivazione dell’assoluzione fu: “Pur non ricorrendo gli estremi della cosiddetta ‘esimente politica’, questo Collegio ritiene di poter rilevare l’assenza dell’elemento psicologico sufficiente a incardinare la responsabilità amministrativa, in un procedimento amministrativo assistito da garanzie i cui eventuali vizi appaiono di difficile percezione da parte di un ‘non addetto ai lavori’.

In poche parole, Renzi è assolto perché non in grado di percepire le illegittimità del proprio operato.

È da sottolineare l’ultima frase della motivazione di assoluzione. Renzi assolto perché non in grado di percepire l’illegittimità del suo operato! In pratica l’assoluzione è arrivata poiché l’imputato non è in grado di intendere e di volere. A questo punto c’ è da chiedersi se uno dichiarato incapace, può accusare un suo avversario politico.

Furono 30 le persone indagate dalla Procura, di cui 21 condannate

Tutto nacque dalla denuncia di un anonimo in seguito all’ assunzione di Marco Carrai. Tale assunzione fu ritenuta illegittima dai giudici, ma nel frattempo emergevano altre irregolarità.

Matteo Renzi nell’ ambiente politico viene definito come un bugiardo. Perfino Mario Monti ha illustrato le sue manchevolezze in fatto di sincerità. Infatti a luglio 2017 il professore tassatore ha definito “Un disco rotto” il segretario PD.

Sono note a tutti le continue promesse di Renzi, e dei suoi successori, mai mantenute.

A cominciare dalla promessa di abbandonare la politica in caso di sconfitta al referendum. Il referendum lo ha perso, ma è ancora lì. Aveva promesso di mandare in pensione le vittime della legge Fornero, a maggio 2017. Siamo quasi ad ottobre e gli aspiranti pensionati sono sempre in attesa.

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