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Lustig reagisce a fischi italiani su inno svedese: nel mirino dei media per insulto omofobo
Calcio

Lustig reagisce a fischi italiani su inno svedese: nel mirino dei media per insulto omofobo

Mikael Lustig, difensore della nazionale svedese, militante anche nel Celtic si è distinto, insieme al resto della squadra nell’ottenere il fatidico 0-0. Un risultato, quello della partita fra Italia e Svezia (valida per i Mondiali 2018 in Russia) che è ormai cosa nota. Eppure, se gli sforzi sostenuti per ottenere un risultato positivo da ambo le parti siano da premiare, altrettanto non si può certo dire del contegno svedese. In dettaglio, l’Italia si è “macchiata” di poca sportività fischiando a San Siro nel bel mezzo dell’inno svedese.

Lustig e l’insulto incriminato

Un “gesto”, quello dei fischi fragorosi che in parte hanno coperto l’inno avversario che non è proprio piaciuto a Lustig. Il quale, per tutta risposta ha urlato “Jävla fittor är dom“, un’espressione volgare che in Svezia si usa per schernire la virilità maschile, un po’ l’equivalente scurrile del “fuck you” inglese. Ovviamente, se agli italiani può esser sfuggito, non può dirsi altrettanto per i connazionali che seguivano da casa l’evento sportivo.

Per quanto sia ovviamente comprensibile questo genere di impulsività di fronte al mancato rispetto di un inno patriottico, è proprio in patria che si è criticato aspramente il breve turpiloquio.

Che ha portato inevitabilmente Lustig, come in una reazione a catena nel mirino dei media per quel linguaggio scurrile. Non sono mancate le richieste dei giornalisti persino a sua moglie, tirata in ballo per accertarsi se Lustig utilizzasse o meno quelle espressioni anche fuori dai campi di calcio. E pensare che, proprio una lezione di civiltà l’aveva servita sul piatto d’argento Gigi Buffon. Il nostro Gigi nazionale che, notati i fischi sull’inno svedese aveva dissentito con forza, esprimendo il proprio disappunto con un applauso e un’espressione risoluta in viso. E invece, fra fischi e insulti fra fazioni finisce così, ancor prima di cominciare l’avventura ai Mondiali e si infrange, per il 2018 il sogno italiano di replicare il successo meritato del 2006.

Tavecchio e Ventura: il futuro dell’Italia calcistica si stabilisce oggi

E’ stato fissato alle 16 di oggi il vertice del Pallone.

Non presenzierà Ventura, il ct, quasi ex che intende tenersi ancora ben stretta la poltrona e che, invece è rimasto “a casa”. Tocca a Michele Uva, dirigente della Federcalcio chiudere il rapporto di lavoro col tecnico. Una scelta alquanto ardua, per tutte le beghe legali, fra esonero e dimissioni. Perché, qui lo ricordiamo, Ventura non si è dimesso. Più della salvaguardia della dignità, più dell’umiltà di dichiararsi sconfitti e in parte responsabili del fallimento di questa Italia scelta per i Mondiali 2018 ha prevalso l’interesse.

Ma, oggi sarà indubbiamente decisiva anche la relazione di Carlo Tavecchio, che farà il punto sulla situazione tecnica venutasi a creare nella Nazionale, affrontando anche la questione Ancelotti. E sebbene qualcuno inneggi al riformare i “seggi azzurri” consigliando a Tavecchio di rassegnare le dimissioni, anche lui si tiene stretta la poltrona e programma già con rinnovato spirito la rivoluzione calcistica dell’Italia. Cosa accadrà da qui in poi, per l’Italia lo scopriremo indubbiamente nei prossimi giorni.

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