Brescia, maestro di karate condannato per abusi su minori
Brescia, maestro di karate condannato per abusi su minori
Cronaca

Brescia, maestro di karate condannato per abusi su minori

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Carmelo Cipriano, il maestro di karate accusato di avere abusato di alcune allieve minorenni, è stato condannato a 9 anni e mezzo di carcere.

E’ stato condannato a 9 anni e mezzo di carcere il maestro di karate Carmelo Cipriano, accusato di avere abusato di alcune allieve minorenni. Cipriano, presente in aula, ha ammesso di avere avuto rapporti sessuali con le ragazzine, ma ha affermato che essi si sono verificati all’interno di relazioni e che le minori erano consenzienti. Il 43enne, sposato, era stato messo in manette dopo la denuncia da parte di una delle vittime, a distanza di anni dall’abuso subito.

Abusi sulle allieve

Il processo è stato celebrato a Brescia con rito abbreviato il 27 marzo 2018. La pena inflitta a Carmelo Cipriano, maestro di karate colpevole di avere avuto rapporti sessuali con alcune allieve minorenni, è di 9 anni e mezzo di reclusione presso il carcere di Canton Mombello. La sentenza non ha soddisfatto del tutto il pm Ambrogio Cassiani, che, dopo avere seguito il caso dalla prima denuncia, aveva chiesto 10 anni.

Durante il processo, l’imputato 43enne ha affermato di avere effettivamente consumato rapporti sessuali con delle allieve, ma che queste ultime erano consenzienti.

Si è dunque dichiarato non colpevole di violenza sessuale.

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L’uomo era stato arrestato il 5 ottobre 2017 dopo che una ragazza, diventata maggiorenne, aveva denunciato il maestro, accusandolo di averla violentata quando anni prima frequentava la palestra di karate di Lonato del Garda, in provincia di Brescia. Secondo le ricostruzioni, le violenze sono iniziate nel 2008. La 22enne aveva raccontato di avere conosciuto Cipriano a 16 anni e di averlo frequentato per circa un anno. Aveva spiegato di essere stata costretta più volte ad avere rapporti sessuali con l’uomo nell’infermeria della struttura e di non avere subito denunciato le molestie per paura. Le violenze erano state confermate da altre sette vittime (tra cui una ragazza che all’epoca aveva 12 anni), che avevano testimoniato la presenza, durante gli abusi, di altre tre persone complici di Cipriano. I sospettati si trovano a piede libero, ma la polizia si sta attivando per rintracciarle e porle sotto processo.

Il maestro di karate, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Alessandra Di Fazio, si era avvalso della facoltà di non rispondere. “Stiamo ancora leggendo tutta la mole di prove accusatorie e poi valuteremo il quadro complessivo in modo da dare la giusta dimensione ai fatti”, era stato l’unico commento del suo legale.

Le accuse che avevano portato in carcere Carmelo Cipriano erano violenza sessuale di gruppo, prostituzione minorile, atti sessuali con minori e detenzione di materiale pedopornografico.

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