Mafia, sequestrati ad imprenditore beni per il valore di oltre un milione
Mafia, sequestrati ad imprenditore beni per il valore di oltre un milione
Palermo

Mafia, sequestrati ad imprenditore beni per il valore di oltre un milione

dia

Sequestrate per mafia ville, terreni, fabbricati, conti correnti ed auto per un valore che supera il milione di euro ad imprenditore di Carini.

Ammonta a più di un milione di euro il valore complessivo dei beni sequestrati per mafia a Giacomo Lo Duca, imprenditore di 64 anni. Il centro operativo della Dia di Palermo ha svolto questa operazione prelevando ville, fabbricati, terreni, conti correnti ed autovetture. Giacomo Lo Duca era stato arrestato nell’ambito dell’oerazione Codice Rosso nel 2011. L’accusa era quella di aver avuto rapporti con esponenti della famiglia mafiosa dei Passalacqua. Secondo la confessione dei pentiti, l’imprenditore sarebbe uno degli esattori dei pizzi. Si tratta di una fotocopia di quanto successo nel febbraio 2016.

Mafia Carini

Ville, terreni, fabbricati. Supera il milione di euro il tesoretto confiscato dal tribunale Misure di prevenzione di Palermo a Giacomo Lo Duca, imprenditore di Carini arrestato nel 2011 con l’accusa di aver intrattenuto rapporti con esponenti della famiglia mafiosa dei Passalacqua. L’uomo era considerato socialmente pericoloso, e indiziato di appartenenza alla famiglia mafiosa di Carini (Palermo). L’imprenditore è stato condannato a nove anni di reclusione in quanto ritenuto colpevole, insieme ad altri esponenti tra cui Calogero Giovan Battista Passalacqua, di associazione mafiosa e tentata estorsione continuata ed aggravata.

I pentiti hanno confessato che l’imprenditore sarebbe un esattore del pizzo. Le intercettazioni lo hanno colto mentre partecipava a incontri con i mafiosi.

Due anni fa, Lo Duca era stato già stato condannato per associazione mafiosa. I giudici delle Misure di prevenzione ripercorrono le accuse mosse nei suoi confronti. la Dia ha poi analizzato nel dettaglio il patrimonio, la cui origine è incerta.

Precedente

Quello che si è visto oggi, è un remake di quanto accaduto nel febbraio 2016. Anche in quell’occasione, più di un anno fa, infatti, è stato sequestrato oltre un milione di beni a Giacomo Lo Duca. Sono stati prelevati, anche quella volta, terreni, ville, fabbricati, complessi aziendali, conti correnti ed auto.

Le indagini economico-patrimoniali svolte dagli inquirenti del centro operativo Dia di Palermo hanno fatto accertare la sproporzione esistente tra il valore delle disponibilità ed i redditi dichiarati da Lo Duca. Questo ha confermato la sua pericolosità sociale.

Il provvedimento di confisca è stato firmato da Raffaele Malizia, presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo.

mafia

Operazione Codice Rosso

L’operazione Codice Rosso aveva portato all’arresto di cinque membri della famiglia Passalacqua lo scorso anno. Inizialmente, nel 2011 erano finite in carcere ben 21 persone, tra cui il boss Calogero Giovan Battista Passalacqua, soprannominato Battista i santa e poi morto l’anno successivo. Secondo gli inquirenti, dalla sua casa-fortino, nel centro di Carini, l’anziano padrino, dettava gli ordini. Passalacqua, tornato in Sicilia nel 2007, dopo un decennio trascorso in carcere per reati di mafia, si sarebbe messo alla testa di un esercito di uomini fidati. I giudici, un po’ a sorpresa e nello stupore generale, hanno assolto la figlia Margherita, oltre ad altre tre persone della faglia Passalacqua.

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