Dopo la condanna per la morte del piccolo Manuel a Casal Palocco, Matteo Di Pietro ottiene l’affidamento ai servizi sociali. Lo youtuber dei The Borderline dovrà seguire per 15 mesi un percorso di recupero con alcune limitazioni alla libertà di movimento.
Lo schianto durante la challenge dei The Borderline e le scuse in aula
risale al momento in cui Di Pietro stava partecipando a una sfida realizzata per i “The Borderline”, il gruppo di creator noto per i video estremi sui social. La challenge prevedeva di rimanere all’interno dell’auto per 48 ore continuando a essere ripresi. Durante quel tragitto, però, la Lamborghini guidata dallo youtuber travolse la Smart con a bordo la famiglia del piccolo Manuel: per il bambino di cinque anni non ci fu nulla da fare.
Dopo l’impatto, Di Pietro aveva prestato i primi soccorsi e successivamente, durante l’udienza, aveva espresso il proprio dolore per quanto accaduto. In aula aveva dichiarato: “Chiedo scusa e provo dolore per quanto accaduto”.
La pena inflitta è stata il risultato della combinazione tra il riconoscimento delle attenuanti generiche, legate anche al comportamento successivo all’incidente, e lo sconto previsto dal patteggiamento, che può ridurre la pena fino a un terzo.
Una decisione che aveva però generato critiche da parte delle associazioni delle vittime della strada. Il presidente di Avisl, Domenico Musicco, aveva definito la condanna “troppo bassa”, sottolineando la presenza di aggravanti e l’eccesso di velocità rilevato al momento dello schianto.
Manuel travolto e morto a 5 anni: novità per lo youtuber Matteo Di Pietro dopo la condanna
A tre anni dal tragico incidente di Casal Palocco, arriva una nuova fase giudiziaria per Matteo Di Pietro, lo youtuber 24enne del gruppo “The Borderline” condannato per la morte del piccolo Manuel, il bambino di 5 anni deceduto dopo lo schianto tra una Lamborghini Urus e una Smart. Il giovane ha ottenuto l’affidamento ai servizi sociali e per i prossimi 15 mesi dovrà seguire un percorso di recupero stabilito nell’ambito della misura alternativa alla detenzione.
Come riportato da Sky Tg24, di Pietro, che aveva già trascorso un periodo agli arresti domiciliari iniziato alla fine di giugno 2023 e terminato lo scorso luglio, pare possa ora muoversi liberamente durante il giorno, rispettando però gli impegni previsti dal programma. Resterebbe in vigore l’obbligo di rientro presso la propria abitazione nella fascia oraria compresa tra le 22 e le 7 del mattino.
La misura arriva dopo il patteggiamento ratificato dal gip di Roma il 31 gennaio 2024, con una condanna a 4 anni e 4 mesi per omicidio stradale aggravato e lesioni. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il giovane avrebbe viaggiato a circa 120 chilometri orari su via di Macchia Saponara, una strada con limite di 50, prima di schiantarsi contro la vettura sulla quale viaggiavano Manuel, la madre e la sorellina, rimaste ferite in modo lieve.
