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Droni, sonar e sommozzatori nel lago di Vico: marito della ministra Roccella disperso da 27 giorni

Droni, sonar e sommozzatori nel lago di Vico: marito della ministra Roccella disperso da 27 giorni

Fondali difficili e scarsa visibilità complicano le ricerche del marito della ministra Roccella, ancora disperso dal 27 giugno.

Proseguono da 27 giorni le ricerche di Luigi Cavallari, marito della ministra Eugenia Roccella, disperso nelle acque del lago di Vico dal 27 giugno. Le squadre dei vigili del fuoco continuano a scandagliare i fondali senza aver ancora trovato tracce dell’uomo.

Ventisettesimo giorno di ricerche nel lago di Vico: ancora nessuna traccia di Luigi Cavallari

Proseguono senza sosta le operazioni per ritrovare Luigi Cavallari, marito della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, disperso dal 27 giugno nelle acque del lago di Vico, nel Viterbese. L’uomo si trovava in barca con la moglie quando, durante una gita, si sarebbe immerso nel lago per trovare sollievo dal caldo.

A lanciare l’allarme era stata proprio la ministra, ma a quasi un mese dalla scomparsa le ricerche non hanno ancora portato all’individuazione di elementi utili a chiarire dove si trovi il 66enne.

Anche nella ventisettesima giornata di interventi sono al lavoro numerose squadre specializzate dei vigili del fuoco. Sul posto operano i nuclei sommozzatori arrivati da Ravenna, Cagliari e Reggio Calabria, insieme ai soccorritori acquatici dotati di moto d’acqua e ai topografi incaricati di analizzare le aree già controllate e programmare le nuove battute di ricerca sotto il coordinamento dell’Unità di comando locale.

Per ampliare il monitoraggio della zona, particolarmente estesa, sono stati nuovamente impiegati anche i droni del Comando provinciale dei vigili del fuoco di Roma.

Marito della ministra Roccella scomparso, arrivano i droni: le novità nelle ricerche

Da settimane le squadre provenienti da diverse regioni italiane stanno lavorando alla ricerca di Cavallari utilizzando strumenti tecnologici avanzati, tra cui sonar e robot subacquei, indispensabili per affrontare le condizioni difficili del lago. La visibilità nelle acque del bacino è infatti molto ridotta già a pochi metri di profondità e i fondali, caratterizzati dalla presenza di fango e accumuli di alghe, possono nascondere eventuali tracce rendendo più complicato il lavoro dei soccorritori. Ogni segnale rilevato dagli strumenti viene attentamente analizzato e verificato dai sommozzatori, che controllano ogni possibile anomalia individuata sul fondale. Nonostante l’impegno continuo e l’utilizzo di mezzi specializzati, finora nessuna delle verifiche effettuate ha dato un esito positivo. Le ricerche proseguono dunque nel tentativo di trovare una risposta sulla sorte del marito della ministra.

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