Sono ancora in corso le ricerche di Luigi Cavallari, marito della ministra Eugenia Roccella, disperso nelle acque del lago di Vico il 27 giugno. Vigili del fuoco, sommozzatori e tecnologie specializzate stanno continuando a scandagliare il bacino.
Marito della ministra Roccella disperso nel lago di Vico dal 27 giugno
Luigi Cavallari si trovava sul lago insieme alla moglie per una giornata in barca, una zona che conosceva bene e dove la coppia trascorreva abitualmente alcuni periodi nella casa di famiglia.
Secondo le ricostruzioni, l’uomo si sarebbe tuffato in acqua per un bagno rinfrescante, ma poco dopo avrebbe manifestato un malessere prima di sparire senza riuscire più a tornare in superficie. A lanciare l’allarme era stata proprio Eugenia Roccella, che da quel momento ha seguito gli sviluppi delle ricerche. L’eventuale malore ipotizzato resta una delle possibilità al vaglio, ma un quadro definitivo potrà essere ricostruito soltanto dopo il ritrovamento.
Nei giorni successivi alla scomparsa, la ministra ha espresso pubblicamente la propria gratitudine per i numerosi messaggi di vicinanza ricevuti, definendo l’affetto delle persone un sostegno in un momento particolarmente doloroso. Il 15 luglio, al suo ritorno alla Camera, Roccella è stata inoltre accolta dall’applauso dell’Aula come gesto di solidarietà. Le ricerche nel lago di Vico, intanto, continuano con l’obiettivo di fare chiarezza sulla vicenda.
Marito della ministra Roccella disperso nel lago di Vico: a che punto sono le ricerche
Proseguono senza interruzioni le operazioni per ritrovare Luigi Cavallari, 84 anni, marito della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, disperso nelle acque del lago di Vico, in provincia di Viterbo, dal 27 giugno. Da oltre tre settimane vigili del fuoco e specialisti stanno controllando lo specchio d’acqua alla ricerca di elementi utili, con il supporto di tecnologie avanzate e squadre arrivate da diverse regioni italiane.
Nelle ultime ore sono impegnati quattro nuclei di sommozzatori provenienti da Roma, Reggio Calabria, Cagliari e Teramo, affiancati dagli esperti topografi, dai soccorritori acquatici e dalle unità operative incaricate del coordinamento degli interventi. Il bacino viene analizzato attraverso robot subacquei, sonar e strumenti capaci di ricostruire la conformazione del fondale, una procedura resa necessaria dalle difficili condizioni ambientali. Il lago di Vico, infatti, presenta numerosi ostacoli per le ricerche: già a pochi metri di profondità la visibilità è quasi nulla a causa del fondale limaccioso, della vegetazione e della presenza di alghe.
Le squadre devono quindi procedere attraverso una mappatura graduale delle aree individuate dagli strumenti, verificando ogni possibile segnalazione. Nonostante il lungo lavoro svolto finora, però, non sono ancora emersi risultati decisivi.
