L’Italia sta facendo un passo significativo nella gestione dei flussi migratori. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi porterà al Consiglio europeo una proposta innovativa: la creazione di hub per il rimpatrio di migranti irregolari, ispirati al modello Albania ma localizzati principalmente in Africa e finanziati con fondi europei.
Questa iniziativa, anticipata da diverse fonti governative, mira a rafforzare la cooperazione internazionale e a rendere più efficaci le procedure di rimpatrio.
Tra i Paesi coinvolti potrebbero esserci Ruanda, Ghana, Senegal, Tunisia, Libia, Mauritania, Egitto, Uganda, Uzbekistan, Armenia, Montenegro ed Etiopia.
Il ruolo del Protocollo Italia-Albania
Durante il Consiglio Giustizia e Affari interni (Gai) tenutosi a Varsavia il 30 Piantedosi ha sottolineato l’importanza del Protocollo Italia-Albania come esempio di cooperazione innovativa. Il ministro ha dichiarato che c’è stata un’ampia convergenza sulle posizioni italiane, con un esplicito riferimento al protocollo nel documento di discussione della Presidenza polacca.
Il Protocollo Italia-Albania rappresenta un modello di collaborazione che potrebbe essere esteso ad altri Paesi. Piantedosi ha anche parlato della possibilità di effettuare rimpatri in Stati terzi diversi da quelli di origine, dove potrebbero essere realizzati degli hub europei per la gestione delle procedure di rimpatrio verso il Paese d’origine.
Il Patto Migrazione e Asilo e il programma Gsp+
Un altro punto cruciale della proposta italiana è l’attuazione stringente del programma Gsp+ approvato quest’anno e in vigore dal primo gennaio del 2027. Questo programma lega i vantaggi daziari per i Paesi in via di sviluppo alla loro effettiva collaborazione nel riammettere i propri cittadini che soggiornano illegalmente nell’Ue.
Il Patto Migrazione e Asilo prevede anche procedure accelerate di frontiera e l’introduzione di return hub fuori dall’Unione europea. Piantedosi ha rassicurato che questi hub opereranno esclusivamente sulla base di accordi con Stati che offrano garanzie effettive di rispetto del diritto internazionale e dei diritti fondamentali della persona.
Garanzie per i diritti umani
Il ministro ha sottolineato che il trattenimento dei migranti non sarà mai automatico, né generalizzato. Potrà essere disposto solo sulla base di una valutazione individuale e quando ricorrano i presupposti di legge, quali il concreto rischio di fuga o la necessità di garantire l’effettività della procedura. Ogni provvedimento sarà soggetto al controllo dell’autorità giudiziaria, nel rispetto della Costituzione.
La tutela dei minori resterà una priorità assoluta. I minori stranieri non accompagnati continueranno a essere esclusi dalle procedure accelerate di frontiera. Per le famiglie con bambini saranno garantiti percorsi dedicati, con particolare attenzione all’unità del nucleo familiare e dando priorità all’esame delle domande.
La visita del Papa a Lampedusa
Il Papa Leone XIV che il 4 luglio si recherà in visita pastorale a Lampedusa ha sottolineato come il dovere di accogliere i migranti debba realizzarsi pur nel rispetto delle leggi vigenti e della sicurezza nazionale. Il Governo italiano ha dichiarato di essere impegnato a garantire protezione a chi ne ha effettivamente diritto, ma anche a contrastare le organizzazioni criminali che alimentano l’immigrazione irregolare.
Il nuovo Patto europeo rafforza questa visione, con l’obiettivo di tutelare i confini e la dignità di ogni persona. Il Governo italiano è pronto ad attuare le norme previste, garantendo tempi e procedure certi che rappresentano una garanzia per tutti.
