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Mauro Minelli: “Terza dose a 5 mesi e vaccino anti-Covid agli under 12 per depotenziare il virus”

Per l'immunologo Mauro Minelli, fondamentali la terza dose di vaccino anti-Covid a 5 mesi e la somministrazione agli under 12 per aiutare gli ospedali.

Mauro Minelli

Secondo Mauro Minelli, immunologo e responsabile per il sud Italia della Fondazione per la medicina personalizzata, la terza dose di vaccino anti-Covid-19 a distanza di 5 mesi dalla seconda e la vaccinazione agli under 12 saranno fondamentali per depotenziare definitivamente il Coronavirus.

Mauro Minelli sul vaccino anti-Covid: “Terza dose a 5 mesi e somministrazione agli under 12 per alleggerire il carico degli ospedali”

All’Adnkronos Salute, Mauro Minelli ha parlato del vaccino contro il Covid-19: “Personalmente sono certo che con la terza dose già a 5 mesi e con la vaccinazione agli under 12, opportunamente modulata per posologia e sulla base delle eventuali storie cliniche dei giovanissimi vaccinandi, potremo alleggerire definitivamente le potenzialità patogene di un killer senza scrupoli e, conseguentemente, il carico sulle strutture ospedaliere, che, ricordo, costituisce uno dei principali motivi di preoccupazione in questa pandemia”.

“Oggi abbiamo un quadro nel quale il richiamo vaccinale risulta indispensabile per schermarci dall’azione di un virus che ancora è tra noi con livelli di contagiosità che per effetto della variante delta, almeno nel nostro continente, non sono da meno rispetto a quanto registrato agli esordi”, ha sottolineato l’immunologo.

Mauro Minelli sul vaccino anti-Covid: “Il vaccino ci protegge una volta che il virus è entrato nell’organismo”

Per quanto riguarda la possibilità di contagiarsi anche per i vaccinati, Mauro Minelli ha ricordato che, da mesi, “riportando esempi facili facili, ribadiamo come il vaccino non sia il mantello magico di Harry Potter sotto il quale si diventa invisibili al virus”.

“Il vaccino non ci scherma dall’aggressione del virus, ci protegge e neutralizza l’azione del virus una volta che quest’intruso sia entrato nel nostro organismo, il più delle volte proveniente da un soggetto impunemente non vaccinato o maldestramente sguarnito di mascherina in ambiente confinato e affollato”, ha spiegato l’esperto.

Mauro Minelli sul vaccino anti-Covid: “Si ragionerà sui richiami periodici”

“Ragioneremo, poi e se sarà il caso, sull’opportunità di sottoporci, come per l’influenza, a richiami periodici, o sulla necessità di rivaccinare tutti piuttosto che le categorie di pazienti più fragili”, ha proseguito Mauro Minelli, secondo il quale “oggi ci sono altre priorità a cui dare risposte, e riaffermare da parte di qualcuno i soliti elementi di confondimento ricorda molto l’agire di scolaretti che, impreparati a scuola, provano a spostare su argomenti a loro noti l’attenzione del maestro”.

“Occorre cambiare registro con decisione, anche perché cominciano a venir fuori i punti di vulnerabilità del Sars-Cov-2 che dovrebbero interessarci molto di più dei consueti lamenti degli eterni insoddisfatti”, ha concluso l’immunologo.

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