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Medio Oriente, Borrell sulle mosse di Israele a Gaza: "Situazione umanitaria non potrebbe essere peggiore"

Gaza

Josep Borrell parla della guerra in Medio Oriente e critica la gestione del conflitto da parte dello Stato di Israele

Non è questo il modo di condurre un’operazione militare” – così l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, ha criticato il modo di operare di Israele nella guerra in Medio Oriente. Secondo Borrell, che riporta il pensiero dell’Ue, la soluzione definitiva alla fine del conflitto non può che essere una: la creazione di uno Stato palestinese.

Borrell sulla guerra di Israele a Gaza: i due Stati

Josep Borrell ha parlato al suo arrivo all’incontro fra ministri degli esteri a Bruxelles, dell’estenuante conflitto in Medio Oriente. “Con i ministri degli Esteri avremo una discussione su approccio complessivo – ha spiegato l’Alto funzionario Ue – “Dobbiamo smettere di parlare del processo di pace e cominciare a parlare più concretamente del processo per la soluzione a due Stati. Perchè la pace potrebbe essere di diversi tipi. Quindi parliamo di quello che vogliamo fare, è costruire una soluzione a due Stati. L’idea dell’Unione europea, e del resto anche degli Stati Uniti, è chiara da tempo, ma sbatte contro la posizione irremovibile di Israele ribadita anche ieri dal premier Netanyahu.

Borrell sulla guerra di Israele a Gaza: critiche a Tel Aviv

Non è il modo di condurre un’operazione militare, e lo dico nel rispetto delle vittime del 7 ottobre” – ha aggiunto lapidario Borrell, muovendo una grossa critica al modo di Israele di condurre la guerra.La situazione umanitaria a Gaza non potrebbe essere peggiore, non c’è cibo, medicine e le persone sono sotto le bombe. Alcuni ministri accettano che ci sono troppe vittime civili ma quando troppo è troppo? Oggi parleremo anche di questo”.