Una testimonianza carica di emozione, un processo che riapre ferite mai rimarginate e un equilibrio personale sempre più fragile: il ritorno di Harry a Londra mette al centro lo scontro con i tabloid britannici e le tensioni private che segnano il suo presente accanto a Meghan Markle.
Harry solo a Londra, tra processo e fragilità emotiva
Il principe Harry è tornato a Londra senza Meghan e senza i figli per affrontare una nuova, delicata testimonianza in tribunale contro alcuni colossi dell’editoria britannica. In Aula, il Duca del Sussex è apparso visibilmente provato: la sua deposizione, durata oltre due ore, sarebbe stata segnata da momenti di forte commozione, tanto da sfiorare le lacrime mentre difendeva la moglie e rievocava le ferite lasciate dall’accanimento mediatico. Stando a quanto riportato da People, Harry vivrebbe una fase di smarrimento personale, aggravata dall’assenza di punti di riferimento solidi e dal senso di isolamento che lo accompagna.
Harry a Londra: tensioni familiari e lo scontro con i tabloid
In tribunale avrebbe raccontato come la pressione dei tabloid abbia inciso negativamente anche sulle sue relazioni passate, definendo la storia con Chelsy Davy “un incubo” a causa delle continue intrusioni della stampa. Rivolgendosi al giudice, avrebbe detto: “Continuano a perseguitarmi e hanno reso la vita di mia moglie un inferno assoluto”.
Dietro l’immagine del principe combattivo contro i media, emerge però un uomo in crisi, diviso tra il desiderio di riallacciare i rapporti con la famiglia reale e una vita ormai costruita lontano dal Regno Unito. Harry vorrebbe recuperare almeno in parte il legame con il padre Carlo e con la Corte, ma i piani di Meghan sembrano andare in un’altra direzione. Un insider racconterebbe che Harry “fa affidamento quasi esclusivamente su Meghan” e che la sua crisi non nasce da una mancanza di affetto, ma da una profonda incertezza identitaria.
In tribunale, il principe ha ribadito che la sua battaglia legale non è solo personale, ma una questione di principio, chiedendo ai giornali “solo le scuse e un riconoscimento di responsabilità” e definendo “fondamentalmente sbagliato” essere sottoposti ancora a questo calvario: “È un’esperienza orribile”.