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Michele Ammendola è morto a 45 anni per un infarto: addio al pizzaiolo anti camorra

Da anni impegnato nel sociale contro la criminalità organizzata e in aiuto a persone in difficoltà, Michele Ammendola è morto per un infarto. 

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Lutto a Bologna, dove il pizzaiolo anti camorra Michele Ammendola è morto all’età di 45 anni: da anni impegnato in numerosi progetti di inclusione sociale, un infarto lo ha stroncato nella serata di venerdì 7 gennaio 2021. Lascia la moglie Alessandra e due figli piccoli.

Michele Ammendola morto

Napoletano di origini, l’uomo era impegnato nell’antimafia al fianco dell’associazione fondata da don Luigi Ciotti, animando in prima linea l’iniziativa Facciamo un pacco alla camorra. Di recente aveva anche lanciato una raccolta fondi per acquistare un food truck con cui portare la pizzeria, chiusa a causa del lockdown, in giro per le strade di Bologna. Michele, inoltre, era socio dell’Angsa (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) con la quale aveva svolto diverse attività.

Michele Ammendola morto: l’impegno nel sociale

Nel 2017 l’uomo aveva poi aperto La Fattoria di Masaniello, una pizzeria poi ribattezzata Porta Pazienza che dava lavoro a ragazzi con sindrome di Down e disturbi cognitivi, a stranieri da integrare e a persone fragili.

Il progetto, realizzato con la cooperativa sociale La Formica nel quartiere Pilastro del capoluogo emiliano-romagnolo, uno dei più difficili, aveva lo scopo di inserire nel mondo del lavoro persone in difficoltà ma anche di sostenere diversi percorsi legati all’autismo e alla lotta alla criminalità organizzata.

I prodotti scelti erano infatti sempre biologici, a chilometro zero, equo-solidali o provenienti da cooperative che operano su beni confiscati.

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