La vittoria di Abdul El-Sayed nelle primarie democratiche del Michigan per un seggio al Senato degli Stati Uniti ha scatenato una reazione a catena. La sua elezione è vista come un colpo per i gruppi di lobbying pro-Israele come AIPAC ma ha anche innescato una campagna di disinformazione su X che cerca di dipingerlo come una minaccia religiosa e ideologica per gli Stati Uniti.
La campagna contro El-Sayed è iniziata con l’estrapolazione della parola “inshallah” che significa “se Dio vuole” dal suo discorso della notte elettorale. Questa parola, usata nel contesto della speranza che la sua vittoria dimostrasse che il denaro non decide le elezioni, è stata presentata come prova di un presunto piano di conquista religiosa del paese.
L’anatomia di una campagna coordinata
Un’indagine ha mappato una rete di 1.966 account e più di 2.500 connessioni nelle prime 24 ore. La diffusione dei tweet anti-El-Sayed si è basata pesantemente su condivisioni di post piuttosto che su discussioni dirette. Sono stati registrati 1.847 ripost, 1.157 citazioni e 1.536 menzioni.
Account come End Wokeness hanno cercato di dipingere El-Sayed come una minaccia condividendo un video fuori contesto in cui diceva: “Quando loro vanno basso, noi non andiamo alto. Li portiamo nel fango e li soffochiamo.” Questa citazione, tuttavia, proveniva da un evento di agosto 2026 in cui El-Sayed criticava gli attacchi politici della base Make America Great Again di Donald trump.
La sovrapposizione politica e pro-Israele
La narrazione della destra si è diffusa rapidamente, coinvolgendo figure politiche e organizzazioni pro-Israele. Il senatore repubblicano Ted Cruz ha amplificato queste accuse condividendo un video di un’udienza in cui un testimone affermava legami tra El-Sayed e gruppi legati alla Fratellanza Musulmana.
L’American Jewish Committee ha descritto la sua candidatura come un segnale preoccupante di retorica divisiva, mentre l’attivista israeliano Yoseph Haddad lo ha definito “pericoloso”. Altri account hanno inquadrato l’elezione come uno scontro di civiltà religiose e culturali.
La reazione di Trump e il sostegno dei progressisti
La campagna ha ricevuto un enorme impulso politico quando Donald Trump ha attaccato i candidati sostenuti dai Democratic Socialists of America definendoli “pazzi” e dicendo che avrebbero reso le città “sporche e disgustose”. Dopo la pubblicazione dei risultati ufficiali delle primarie, Trump ha preso di mira El-Sayed direttamente, definendolo un “odiatore di ebrei” e un “odiatore di Israele” che porterà “sporco, crimine, morte, distruzione, imbarazzo”.
El-Sayed ha affrontato direttamente le accuse di antisemitismo, sottolineando il suo impegno per la sicurezza degli americani ebrei. Ha affermato che la sua preoccupazione per la loro sicurezza non è diversa da quella per le sue stesse figlie. Un video di questa dichiarazione su Fox News ha ottenuto più di un milione di visualizzazioni.
Invece di impegnarsi in attacchi ad hominem contro i suoi avversari, El-Sayed si è concentrato sull’uguaglianza, affermando che tutti gli americani meritano un’istruzione di qualità, assistenza sanitaria e lavori dignitosi, indipendentemente dalla loro origine, colore della pelle o modo di pregare.
El-Sayed ha ricevuto un forte sostegno da parte dei leader del Partito Democratico, che hanno cercato di riportare la conversazione sulla politica. Il senatore Bernie Sanders lo ha congratulato per aver affrontato la “classe miliardaria” mentre il presidente del Democratic National Committee Ken Martin e la senatrice Elizabeth Warren hanno lodato il suo impegno per le famiglie lavoratrici e la sua volontà di affrontare l’influenza delle corporation nella politica.
