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Migranti, Giuseppe Conte: "abbiamo convinto 28 paesi"

Conte Migranti

Alla fine del vertice del Consiglio Europeo a Bruxelles, Giuseppe Conte in conferenza stampa si dichiara soddisfatto dell'accordo sui migranti.

A seguito del vertice del Consiglio Europeo tenutosi a Bruxelles, il primo ministro Giuseppe Conte, in conferenza stampa, ha dichiarato: “Eravamo in 28 è stata una negoziazione molto difficile”.

Si ritiene però soddisfatto Giuseppe Conte che, “in lieve disaccordo” con Salvini, valuta buono l’accordo sui migranti “all’ottanta per cento”, contro il “settanta per cento” del ministro degli Interni. Durante il vertice non sono mancati momenti di tensione, che hanno portato Giuseppe Conte ad “apporre un veto addirittura su tutti gli argomenti del giorno” per riuscire a sottoscrivere un accordo che fosse soddisfacente per gli interessi “dell’Italia e degli italiani”.

Conte e le responsabilità condivise dell’accordo UE

Alla fine dell’estenuate vertice UE, che si è protratto fino a tarda notte il 29 giugno ed è continuato durante la mattinata dello stesso giorno, Giuseppe Conte ha tenuto una conferenza stampa per chiarire i termini del tanto discusso accordo sul tema dell’immigrazione.

Non si tratta di una vera e propria riforma del regolamento di Dublino, ma di un passo in quella direzione. Giuseppe Conte parla del fatto che il contributo dell’Italia ha “rivoluzionato il tavolo in Europa, abbiamo convinto 28 paesi che non avrebbero condiviso le azioni di salvataggio e neppure la logica di questo approccio”.

Negli articoli in cui è strutturato l’accordo si parla infatti di responsabilità condivise, “azioni condivise, shared […] anche nel salvataggio, nelle attività che tecnicamente chiamiamo di search and rescue, dei salvataggi in mare” e, aggiunge il premier Conte “principio che non è mai stato affrontato, prima l’Italia era sola”.

L’affondo alla Francia: “Macron era stanco”

Nonostante Macron abbia dichiarato che i centri di accoglienza si faranno solo nei paesi di primo arrivo, Conte afferma “Macron era stanco, lo smentisco“, “nell’articolo 6 non si fa riferimento a un paese di primo transito e di secondo transito e non è scritto nell’articolo 12 dove si parla della riforma del regolamento di Dublino”.

Il nuovo accordo prevede l’istituzione di centri di accoglienza su base volontaria “un modo rivoluzionario” di affrontare il problema migranti, “perché significa che con risorse europee e con personale europeo si gestiranno questi centri di accoglienza.

Qualche paese informalmente ha già dato la disponibilità, non l’Italia.”. Conte aggiunge, con una poco velata frecciatina nei confronti di Macron che ” non è escluso nessun paese, neppure la Francia”. Poi, chiarendo il concetto della base volontaria dei centri di accoglienza per migranti, spiega che “ovviamente non si può imporre a nessuno di creare un centro di accoglienza, quindi è normale che fosse su base volontaria” e, provocatoriamente domanda “o forse lei voleva in italia un centro di accoglienza coatto?”.

La linea dura sui migranti

Alla domanda su come gestire nuovi eventuali arrivi di navi cariche di migranti in questa fase di transizione che, forse, porterà alla riforma definitiva del regolamento di Dublino, Giuseppe Conte risponde: “Voi chiedete domani mattina come li gestiamo? è la preoccupazione di tutti, figuratevi del vostro capo del Governo” e ribadisce che “Non era all’ordine del giorno ieri un nuovo regolamento di Dublino, anzi abbiamo finanche troppo articolato la nostra proposta” e invita a riflettere sul fatto che il concetto di condivisione delle responsabilità e delle azioni di salvataggio era quanto voleva il Governo italiano: “Lo abbiamo affermato nei fatti con l’Acquarius, lo abbiamo affermato nei fatti e con qualche atteggiamento risoluto con la Lifeline”.

Grazie all’approccio un po’ prepotente dell’Italia infatti, sono stati stanziati 500 milioni di fondi comunitari per la gestione dei migranti, che si aggiungono al fondo per l’Africa, già finanziato dai paesi membri dell’UE.

Sulla questione di riprendere i Italia i migranti registrati nei nostri confini e poi scappati in Germania, Giuseppe Conte ha affermato con durezza: “Abbiamo chiarito sin dall’inizio che non avremmo neppure accettato, l’ho chiarito alla cancelliera Merkel quando sono stato a Berlino, di discutere di movimenti secondari se non avessimo prima risolto e affrontato il problema dei movimenti primari, e così è stato”, e ancora: “Voi vi riprendete i vostri migranti registrati in Italia e li riportate per effetto di questo accordo? No, io non ho sottoscritto nessuna accordo specifico con la cancelliera Merkel, io non ho promesso alcunché […] Non c’è nessun impegno specifico sui movimenti secondari“.