Al risveglio il primo cittadino di Mattinata, Michele Bisceglia, ha scoperto una scritta rossa sul muro dell’abitazione della madre con la frase offensiva e intimidatoria: “Michele Bisceglia vattene“. L’atto, realizzato con vernice e collocato proprio di fronte alla sua abitazione, è stato segnalato dallo stesso sindaco sui canali social, dove ha voluto chiarire immediatamente che né lui né la sua famiglia si lasceranno piegare da gesti di questo tipo. In quel post il sindaco ha sottolineato la ferita subita dai figli, vittime inconsapevoli della minaccia, e ha definito l’episodio come una vulnerazione dell’innocenza dei più giovani.
Il fatto e la reazione del sindaco
Scoprire scritte sulla casa della madre ha trasformato una mattina qualunque in un caso di intimidazione che ha avuto ampia risonanza locale. Il messaggio, evidente e volutamente esposto in un luogo pubblico, sembra avere l’intento di condizionare la vita politica cittadina nel pieno della campagna elettorale. Bisceglia ha presentato una denuncia ai Carabinieri, che hanno avviato accertamenti per identificare gli autori e chiarire le dinamiche dell’accaduto. Il primo cittadino ha risposto con fermezza, ribadendo la volontà di continuare a svolgere il proprio mandato senza cedere a pressioni o minacce.
Contesto e calendario elettorale
Mattinata, comune di circa 5.800 abitanti, è tornata al centro dell’attenzione anche per il passato amministrativo: il territorio era stato uno dei sei comuni della provincia di Foggia soggetti a scioglimento per infiltrazioni mafiose nel 2018. Da allora si è avviato un percorso di ricostruzione istituzionale e sociale che, secondo il sindaco, non deve essere vanificato da episodi intimidatori. La comunità sarà chiamata alle urne il 24 e 25 maggio per rinnovare il sindaco e il consiglio comunale; secondo Bisceglia soltanto il voto libero e segreto potrà determinare la scelta dei cittadini, non atti vandalici o minacce anonime.
Reazioni istituzionali e solidarietà
La vicenda ha suscitato immediata solidarietà da parte di amministratori locali: il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, ha espresso vicinanza personale e istituzionale a Bisceglia, definendo l’episodio «gesto irresponsabile e inutile» e sottolineando che la forza di una comunità onesta è la risposta migliore alla violenza. Altri esponenti locali hanno richiamato alla necessità di usare il confronto politico esclusivamente attraverso gli strumenti democratici, ribadendo che ogni tentativo di pressione va contrastato con unità e legalità.
Il significato delle prese di posizione
Le manifestazioni di solidarietà non sono solo gesti formali: rappresentano una presa di distanza collettiva da comportamenti che potrebbero normalizzare l’uso della paura nella vita pubblica. Per molti amministratori intervenuti si tratta di riaffermare il principio secondo cui le scelte politiche appartengono ai cittadini nel segreto del voto e non devono essere influenzate da intimidazioni. In questo senso, il richiamo è a una risposta civile e corale che impedisca il ritorno a logiche di prevaricazione e complicità.
Indagini e prospettive locali
I Carabinieri hanno preso in carico la denuncia e stanno conducendo gli accertamenti per risalire ai responsabili della scritta. Sul piano amministrativo il sindaco ha assicurato che proseguirà nell’opera di riconciliazione e rilancio del territorio, richiamando a una «levata di scudi» per decidere se ritornare alle situazioni del passato o continuare il cammino di rinascita. L’episodio riapre il dibattito sulla sicurezza e sulla tenuta democratica delle comunità locali, in particolare in territori con storie di infiltrazioni e pressioni criminali.
Impatto sulla comunità
Oltre all’indagine penale, resta la dimensione umana: il gesto ha colpito la famiglia del sindaco e ha lasciato un segno nella percezione di protezione dei cittadini, soprattutto dei più giovani. Il messaggio lanciato da Bisceglia è chiaro: la risposta sarà la continuità nell’impegno pubblico e la fiducia nelle istituzioni. Per il futuro della città rimane centrale la mobilitazione civile e l’uso del voto come strumento per decidere il destino amministrativo della comunità.