Il 21 settembre 2026, il Castello di Santa Severa è stato lo scenario di una serata memorabile: la trasmissione in diretta su RaiPlay ha svelato la nuova reginetta di bellezza italiana. Sarah Rizea diciottenne originaria di Moncalieri e residente a Vado Ligure, ha aggiudicato il titolo di Miss italia 2026 superando quindici altre concorrenti in un percorso di più round eliminatori.
Dal nuoto sincronizzato al trono della bellezza
Rizea non è soltanto una bellezza in posa: da sei anni è membro della nazionale italiana di nuoto artistico con il distintivo di atleta delle Fiamme Oro della Polizia di Stato. In carriera ha accumulato più di cento medaglie in gare nazionali e internazionali, un risultato che la colloca tra le promesse più brillanti di questo sport.
“Il mio sogno è arrivare alle Olimpiadi”, ha dichiarato, sottolineando come l’impegno quotidiano in piscina abbia forgiato la sua disciplina e il suo spirito competitivo.
Il percorso di selezione
La competizione ha previsto tre fasi di riduzione: una prima “ghigliottina” è passata da quindici a otto finaliste, una seconda da otto a cinque, e l’ultima ha lasciato sul podio solo tre concorrenti.
Sarah ha superato tutti i test, dalla prova di portamento alla valutazione di recitazione, passando per la prova sportiva guidata da Giulia Ghiretti. La giuria, composta da esperti del mondo dello spettacolo e dello sport, ha assegnato a Sarah il punteggio più alto, davanti a Michela Meli (Lazio) e Sara Genova (Calabria).
Un profilo fuori dal comune
Oltre al talento sportivo, la giovane ha una formazione accademica di rilievo: è diplomata al liceo linguistico di Savona e ha già iniziato gli studi in Scienze e tecniche psicologiche presso l’Università di Milano-Bicocca, scegliendo una modalità di studio flessibile che le permette di conciliare gli impegni sportivi e gli incarichi da Miss. Si descrive come “leale, comprensiva, ma anche freneticamente impaziente”, qualità che, secondo lei, hanno facilitato il percorso verso il successo.
Le radici familiari
Figlia di genitori di origini rumene – il padre, Marian, è serramentista, e la madre, Alina, opera all’Ufficio immigrazione della Questura di Savona – Sarah mantiene un forte legame con la famiglia in Romania, dove ha trascorso periodi brevi durante le vacanze. Una sorella più giovane, Karina, condivide il suo entusiasmo per lo sport, mentre tutta la famiglia ha seguito con orgoglio le tappe della competizione.
Le opportunità che il titolo porta con sé
Essere incoronata Miss Italia apre una serie di nuove porte: contratti pubblicitari, servizi fotografici, masterclass e la possibilità di collaborare con grandi nomi del panorama televisivo, come Lucia Bosè e Miriam Leone, che hanno iniziato proprio da questa vetrina. Sarah ha già firmato il primo accordo di sponsor e ha in agenda diversi shooting per la prossima stagione.
Il ruolo della Academy
Nel 2026 il concorso ha introdotto una vera e propria Academy un percorso formativo di cinque giorni in cui le finaliste sono state seguite da cinque coach esperti: Francesca Ambrosetti (portamento), Fioretta Mari (recitazione), Anna Vagli (personalità), Giulia Ghiretti (sport) e Gianmarco Chieregato (fotografia). La patron, Patrizia Mirigliani, ha supervisionato l’intero progetto, assicurando che le concorrenti acquisissero competenze utili per una carriera nello spettacolo e non solo.
Il trionfo di Sarah Rizea rappresenta, Il prossimo anno, la giovane regina avrà l’opportunità di viaggiare in Italia e all’estero per eventi di moda, conferenze motivazionali e iniziative benefiche, mantenendo al contempo la sua routine di allenamento nella Rari Nantes di Savona, dove si sposta in motorino per non perdere neanche una sessione.
Con la sua vittoria, Sarah Rizea si inserisce nella lunga tradizione di Miss Italia che, da otto decenni, ha lanciato figure di spicco come Lucia Bosè, Gina Lollobrigida e più recentemente Caterina Balivo. La combinazione di sport, studio e impegno sociale potrebbe dare una nuova linfa al concorso, che continua a suscitare dibattiti ma resta, a tutti gli effetti, un punto di riferimento culturale per il Paese.
