Modello ritenuta acconto prestazione occasionale
Modello ritenuta acconto prestazione occasionale
Economia

Modello ritenuta acconto prestazione occasionale

prestazione occasionale

La ritenuta d'acconto rappresenta un aspetto molto importante quando si parla di prestazione occasionale. Scopri quale è il modello standard della ritenuta.

Dal momento che il lavoro per i giovani d’oggi è sempre più un miraggio, molti vengono pagati con ritenuta d’acconto per prestazione occasionale. La prestazione occasionale non è altro che una collaborazione tra il lavoratore e il datore di lavoro che può riguardare qualche mese di lavoro o anche ore.

Prestazione occasionale

In questo tipo di rapporto, l’impiegato lavora per il datore di lavoro come se fosse un professionista, anche se non ha la partita IVA e collabora con il datore di lavoro per un periodo di tempo limitato e con un pagamento anch’esso limitato. Questa tipologia di contratto viene sempre più usata per quanto riguarda i giovani.

Modello ritenuta acconto

Nel momento del pagamento, il collaboratore riceve una ritenuta d’acconto, che è fornita dal datore di lavoro e che contiene alcune informazioni utili al lavoratore:

  • la data in cui ha preso servizio
  • la fine del rapporto di collaborazione
  • il numero della ricevuta
  • i dati del collaboratore, compreso il codice fiscale e altri dati che lo identificano
  • i dati del datore, compreso anche la partita IV
  • l’attività, la descrizione e ciò che ha svolto
  • l’importo del compenso loro
  • l’importo della ritenuta d’acconto.

Se vuoi saperne di più, sappi che online sono molti i modelli che puoi trovare per farti una idea di che cosa si sta parlando.

Come calcolarla

Prima di capire come si può calcolare la ritenuta d’acconto delle prestazione occasionali bisogna fare delle importati premesse.

Come prima cosa bisogna dire che una prestazione occasionale è inserita all’interno di una specifica normativa di legge. Questa normativa prevede e stabilisce il calcolo delle ritenuta d’acconto per una cifra del 20%. Molte persone credono che fare i calcoli relativi alla ritenuta d’acconto per prestazione occasionale sia qualcosa di complesso e difficile. Niente di più sbagliato. Cosa molto importante da capire è che la cifra netta che il lavoratore riceverà è rappresentata dall’80% della cifra lorda.

Per fare i calcoli è sempre consigliato accendere un pc e utilizzare un foglio di calcolo come Excel. Con questo strumento infatti fare tutta una serie di calcoli risulta molto semplice e veloce senza dover usare calcolatrici o fogli manuali. Per far capire meglio come si calcola una ritenuta d’acconto possiamo fare un semplice e banale esempio. Se abbiamo fatto una prestazione occasionale per un lavoro che abbia comportato una cifra lorda di 500 euro per calcolare la ritenuta d’acconto bisogna togliergli il 20%, ovvero 100 euro.

Sostanzialmente quindi la cifra netta che si riceverà dopo la ritenuta d’acconto per una prestazione occasionale di 500 euro è di 400 euro netti.

Altre tipologie di contratti

La prestazione occasionale è solamente una delle tante tipologie di contratti di lavoro presenti. Quella chiaramente migliore e più gratificante è quella del contratto a tempo indeterminato. Con questa tipologia il lavoratore firma un contratto senza nessun vincolo di durata. Inoltre il datore di lavoro non può licenziare il suo dipendente se non per una seria e comprovata giusta causa e con relativo preavviso. Solitamente questa forma dovrebbe essere quella normale in tutte le assunzione anche se, specialmente in questi anni di crisi economica, è stata sempre maggiormente abbandonata. Un altro contratto molto in voga è quello a tempo determinato. Questa tipologia di lavoro, a differenza di quella indeterminata, ha una scadenza fissa che però si può prorogare. Solitamente questo contratto viene fatto tutti i lavori stagionali visto il limite a 36 mesi.

Molto importante sottolineare come questo contratto possa essere prorogato solamente per cinque volte.

Per quanto riguarda i ragazzi il contratto maggiormente in voga è quello di apprendistato. Innanzitutto bisogna chiarire che questa tipologia di lavoro è molto differente rispetto a quella dello stage. Questo perché, a differenza dello stage che può essere gratuito, il contratto di apprendistato deve essere retribuito adeguatamente. Inoltre, oltre alla retribuzione, deve essere garantita al lavoratore la giusta formazione che gli permetta di eseguire il lavoro in maniera consona e di imparare nuovi strumenti.

Infine è doveroso parlare del contratto a tempo parziale, più comunemente conosciuto come part-time. Questo contratto rappresenta una particolare peculiarità rispetto agli altri che vi abbiamo precedentemente illustrato. Questo perché il contratto part-time può essere indistintamente sia determinato che indeterminato. Al momento della firma del contratto il lavoratore verrà a conoscenza di quante ore deve lavorare giornalmente e alla settimana. Chiaramente questo contratto, come si può evincere dal nome, prevede un orario limitato.

Solitamente a differenza delle canoniche 8 ore giornaliere con il contratto part- time prevede solamente 4 ore al giorno. A discrezione del datore di lavoro, ma dopo almeno due anni di lavoro part-time, questo contratto può essere trasformato in contratto long-time.

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