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In un clima di accese polemiche, il ddl sugli stupri ha subito modifiche significative, destando preoccupazioni tra le forze politiche di opposizione. La senatrice Giulia Bongiorno, relatrice del provvedimento, ha risposto alle critiche affermando che le modifiche apportate non rappresentano un tradimento, ma piuttosto un tentativo di chiarire e migliorare il testo.
La posizione di Bongiorno
Bongiorno ha chiarito che, sebbene il testo iniziale approvato alla Camera presentasse alcuni aspetti vaghi, il nuovo disegno di legge si propone di definire meglio il concetto di dissenso. Secondo la senatrice, il termine consenso libero e attuale utilizzato precedentemente poteva generare confusione, portando a interpretazioni errate riguardo all’onere della prova.
Le modifiche al testo e le loro implicazioni
Nel nuovo testo, la Bongiorno ha sostituito il concetto di consenso con quello di dissenso, affermando che ciò permetterà di tutelare meglio le vittime di violenza sessuale. Il provvedimento ora prevede che la volontà contraria all’atto sessuale debba essere valutata in base al contesto in cui si verifica il fatto. La senatrice ha sottolineato che l’obiettivo è quello di evitare l’interpretazione secondo cui l’imputato debba dimostrare il consenso della vittima.
Le reazioni delle opposizioni
Le modifiche proposte dalla Bongiorno hanno suscitato una reazione forte e unitaria tra le forze politiche di opposizione. La deputata Laura Boldrini, firmataria del ddl originale, ha definito le nuove proposte un irricevibile passo indietro rispetto alla legislazione precedente, sottolineando che il nuovo testo non tutelerebbe adeguatamente le donne.
Critiche e preoccupazioni
Le opposizioni hanno evidenziato che l’adozione del concetto di dissenso anziché di consenso potrebbe comportare un aggravio della prova per le vittime, costrette a dimostrare di aver opposto resistenza all’atto sessuale. Questo, secondo Boldrini e altri esponenti di partiti come il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, rappresenterebbe una violazione dei diritti delle donne.
Il futuro del ddl
Il ddl modificato dalla Bongiorno sarà votato dalla commissione Giustizia del Senato, ma le opposizioni hanno già annunciato che continueranno a combattere per mantenere il principio di consenso. La situazione è complessa e le associazioni femministe temono che le nuove disposizioni possano minare la protezione legale delle vittime. La questione non riguarda solo il testo di legge, ma anche un fondamentale dibattito culturale sulla tutela e il riconoscimento della volontà femminile.