Il territorio di Petacciato è interessato da un importante fenomeno di dissesto idrogeologico che da anni condiziona la stabilità dell’area e la funzionalità delle principali infrastrutture locali. Si tratta di una frana complessa e intermittente, che si riattiva in particolare in seguito a eventi meteorologici intensi, generando criticità sulla viabilità e sui collegamenti lungo il versante adriatico tra Molise, Abruzzo e Puglia.
Frana di Petacciato in Molise e caratteristiche del dissesto
L’area di Petacciato è coinvolta in un dissesto geomorfologico esteso e articolato, che interessa circa 4 km² con un fronte di sviluppo di circa due chilometri. Si tratta di una frana storicamente attiva e caratterizzata da un comportamento non continuo: nel tempo alterna fasi di stabilità apparente a momenti di riattivazione, spesso innescati da eventi meteorologici intensi.
Tra il 1906 e il 2015 sono stati documentati almeno 15 episodi franosi, elemento che conferma la natura ricorrente del fenomeno e la sua stretta correlazione con le condizioni climatiche. Questa tipologia, definita intermittente, rende impossibile una soluzione definitiva e impone un approccio basato su controllo, prevenzione e monitoraggio costante.
Le osservazioni tecniche più recenti indicano che il movimento ha già prodotto spostamenti significativi, superiori al metro in alcuni punti, coinvolgendo non solo il versante ma anche le infrastrutture e le aree antropizzate circostanti. Il fenomeno viene definito dagli esperti come “storico” e dinamico: “resta fermo e poi avanza”, evidenziando l’imprevedibilità della sua evoluzione. Per questo motivo, le attività di sorveglianza strumentale e visiva risultano fondamentali per valutare eventuali accelerazioni del movimento e pianificare interventi in sicurezza, mantenendo alta l’attenzione sugli equilibri del terreno e sulla sua risposta alle sollecitazioni esterne.
Molise, primi fondi dal Cdm per la frana di Petacciato: “Riaprono A14 e ferrovia”
Il movimento franoso ha determinato effetti rilevanti sulla mobilità e sulle principali infrastrutture del versante adriatico, interrompendo la linea ferroviaria Pescara–Foggia, tratti dell’autostrada A14 Bologna-Taranto tra Vasto Sud e Termoli, oltre alla Strada Statale 16 e alla SS709. La gestione dell’emergenza ha richiesto l’attivazione di un ampio coordinamento istituzionale e tecnico: da un lato, gli interventi operativi sul campo con squadre specializzate, dall’altro il supporto decisionale a livello governativo e locale.
Sul fronte ferroviario, “Sarà riattivata progressivamente dalle ore 6 di venerdì 10 aprile la circolazione ferroviaria”, con una riduzione precauzionale della velocità e controlli continui da parte di oltre 60 tecnici di Rete Ferroviaria Italiana. Parallelamente, anche Autostrade per l’Italia e ANAS hanno implementato piani straordinari per gestire deviazioni e flussi alternativi, impiegando centinaia di operatori e mezzi speciali per garantire la sicurezza della circolazione.
Il coordinamento istituzionale ha visto il coinvolgimento di figure di governo e autorità tecniche, tra cui Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Francesco Roberti, insieme a rappresentanti della Protezione Civile come Fabio Ciciliano. Le attività includono tavoli operativi, sopralluoghi e verifiche tecniche per definire le priorità di intervento. Nel frattempo, sono state adottate misure di supporto alla popolazione, come la riapertura delle scuole nella provincia di Campobasso e il potenziamento dei servizi di assistenza ai viaggiatori, con rimborso dei titoli di viaggio e aggiornamenti costanti attraverso i canali informativi ufficiali. L’obiettivo complessivo resta il ripristino graduale della piena funzionalità della rete infrastrutturale, accompagnato da un monitoraggio continuo dell’evoluzione del fenomeno franoso.