La morte di Fakir in via Pilastro a Bologna avvenuta domenica è ancora al centro della cronaca italiana in particolare perché emergono sempre nuovi dettagli in merito alla gestione della situazione, andando oltre al comportamento eseguito dai poliziotti che sono intervenuti per fermare l’uomo che dava in escandescenze.
Il legale dei poliziotti, rispettato il protocollo
A proposito dei poliziotti ha parlato il loro legale, Gabriele Bordoni che assiste i due agenti di 23 e 28 anni che si sono posti sul corpo di Fakir per fermarlo mentre stava andando in escandescenza con urla e danni alle automobili parcheggiate.
Secondo l’avvocato i due giovani hanno rispettato il protocollo e a favore dei due agenti anche l’accensione della bodycam di uno di loro, per testimoniare di non essere intervenuti in maniera anomala ma nel tentativo di fermare l’uomo.
Ambulanza del 118 senza il medico
Un altro aspetto di questa vicenda che vista dal punto di vista della famiglia e di associazioni che si occupano delle vittime delle forze di Polizia è sempre più simile ad un abuso di potere, come successo nei casi Cucchi e Aldrovandi, è relativo al ruolo del 118.
Il personale del 118 era presente mentre la Polizia ha fermato Fakir ma non ha potuto fare nulla, se non tentare di rianimarlo dopo che è stato schiacciato a morte dalla posizione dei poliziotti.
Come riporta il sito specializzato Dire.it, si è riscontrato che sul luogo, nel quartiere Pilastro a Bologna, vi erano solo volontari della Croce Rossa ed erano assenti un medico ed un infermiere che se ci fossero stati avrebbero potuto agire in modo diverso per salvare la vita al 42enne.
