Un incidente domestico con acqua bollente ha avuto esito tragico: Antony, un bambino di dieci mesi, è rimasto gravemente ustionato mentre si trovava nel girello nella sua abitazione a Monacizzo, frazione di Torricella nel Tarantino. La vicenda mette in luce i rischi immediati legati alla sicurezza in casa e la fragilità dei più piccoli di fronte a incidenti domestici improvvisi.
Tragedia a Monacizzo: bambino di dieci mesi ustionato in casa
La comunità di Monacizzo, frazione di Torricella nel Tarantino, è stata profondamente scossa dalla drammatica scomparsa di Antony, un bambino di appena dieci mesi. Lo scorso novembre, il piccolo è rimasto gravemente ustionato all’interno della sua abitazione, a causa di acqua bollente accidentalmente versata da un bollitore mentre si trovava nel girello.
Le ustioni di secondo e terzo grado hanno colpito gran parte del corpo, costringendo un immediato trasferimento al centro grandi ustionati del Policlinico di Bari, dopo un primo soccorso all’ospedale di Manduria. Nonostante 53 giorni di cure intensive e il costante impegno dei medici, le gravissime lesioni hanno avuto esito fatale, lasciando familiari e amici nel dolore più profondo.
Morto il bambino ustionato con acqua bollente: indagini e conseguenze giudiziarie
A seguito del decesso, la Procura della Repubblica di Taranto ha disposto il sequestro della salma, trasferita all’obitorio del Policlinico in attesa di eventuale autopsia, che dovrà chiarire definitivamente le cause della morte. La madre del bambino, presente in casa al momento dell’incidente, risulta indagata come atto dovuto per lesioni personali colpose gravi, ipotesi che potrebbe essere modificata in base agli accertamenti.
L’inchiesta è affidata al commissariato di Manduria, impegnato nella raccolta di testimonianze e nella ricostruzione della dinamica dell’incidente domestico. Non emergono al momento elementi che facciano ipotizzare dolo o negligenza volontaria, ma la situazione rimane delicata.
Il dramma di Antony richiama con forza l’attenzione sui pericoli in casa e sull’importanza della prevenzione per proteggere i più piccoli, lasciando un vuoto incolmabile nella comunità e negli operatori sanitari che lo hanno seguito durante le settimane di ricovero.