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Mostro di Firenze: ex militare americano si autoaccusa

Dalle rivelazioni nate da un'inchiesta giornalistica, il serial killer Zodiac e il Mostro di Firenze sarebbero la stessa persona.

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L’identità del Mostro di Firenze è uno dei miei misteri più macabri della storia italiana che ora potrebbe avere un risvolto sconvolgente: il serial killer italiano potrebbe essere Zodiac, un altro inquietante assassino seriale che ha terrorizzato l’America fino al 1974 e che si glorificava dei suoi omicidi in lettere criptate inviate alla polizia.

I due inoltre coinciderebbero con “Ulisse”, un americano citato in una conversazione in carcere del 2003 da Mario Vanni. A rivelarlo è Il Giornale, che ha ricevuto un documento della Procura di Firenze tramite la rivista Tempi.

L’identità di Ulisse

Le quattro pagine riportano una sorta di confessione dell’uomo che avrebbe ucciso sette coppie di ragazzi nelle campagne fiorentine tra il 1968 e il 1985. L’ex militare statunitense in pensione avrebbe buone conoscenze del territorio toscano- acquisite durante l’arco di tempo in cui ha vissuto nell’area- ed è praticamente un insospettabile; Il Giornale ricorda che, durante la carriera militare, l’uomo è stato coinvolto in un caso di morte sospetto avvenuto durante la guerra in Vietnam.

Nessuna traccia dell’eventuale assassino è trapelata e nessuna indagine a suo carico ne ha minato la reputazione. Trasferitosi vicino a Firenze nel 1974, parla bene l’italiano anche perché, prima di vivere in provincia del capoluogo toscano, è stato in servizio in Italia. Se la rivelazione riportata fosse esatta (cioè se gli inquirenti trovassero dei riscontri e l’uomo non risultasse essere solo un mitomane), il militare avrebbe un istinto omicida terrificante oltre che possedere la capacità di far sparire ogni traccia che possano collegarlo ai crimini efferati compiuti.

Un identikit che sembra combaciare meglio a quello del serial killer rispetto ai precedenti indagati. Secondo il reporter, il militare avrebbe manifestato l’intenzione di costituirsi, come gli ha suggerito il giornalista, ma non di volerlo fare “(…) per non mettere nei guai gli altri“. Non dà spiegazioni più precise a riguardo, anche se ha lasciato intendere che alcuni suoi ex colleghi siano a conoscenza della sua doppia identità.

Le tante coincidenze

Il sito web del giornale italiano, dove è reperibile l’articolo che racconta la vicenda nel dettaglio, rivela che la velata ammissione di colpevolezza risale all’estate del 2017, quando un giornalista ha contattato il militare in pensione proprio perché ha trovato un collegamento tra l’uomo e il complicato processo. Il reporter non chiarisce le vere ragioni del suo interesse, nonostante abbia l’impressione che il militare, via via che la conoscenza si approfondisce, intuisca. Prima di citare gli omicidi che hanno insanguinato la campagna fiorentina, il giornalista fa un primo riferimento a quelli compiuti da Zodiac, domandando se il militare si trovasse “per caso”, tra il 1966 e il 1970, nelle zone della California in cui si sono compiuti gli omicidi di Zodiac. Il reporter, in realtà, cita in principio un solo luogo; l’uomo invece afferma di aver vissuto in diverse cittadine dello Stato Usa, che si trovano nelle immediate vicinanze dei posti dove si sono consumati i delitti. Solo in un secondo momento il giornalista riferisce alcuni sviluppi riguardo alle indagini sul Mostro di Firenze, con notizie riguardo all’ex legionario francese Giampiero Vigilanti. Anche in quel caso, l’ex militare sembra rivelare dettagli e coincidenze inquietanti, citando minuziosamente luoghi e date degli omicidi.

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