Il processo a Chiara Petrolini, accusata di aver partorito e seppellito in giardino i suoi due neonati, ha catturato l’attenzione per le complesse dinamiche psicologiche che emergono nel caso. La psichiatra Laura Ghiringhelli è stata chiamata dalla Corte a illustrare gli aspetti emotivi e comportamentali della giovane durante le udienze a Parma.
Neonati sepolti in giardino: il caso choc di Vignale di Traversetolo
Nel drammatico caso giudiziario di Chiara Petrolini, la 22enne di Vignale di Traversetolo (Parma) è imputata per duplice omicidio e soppressione di cadavere dei due neonati che avrebbe partorito e seppellito nel giardino della sua abitazione. Secondo la ricostruzione processuale, i corpi dei piccoli sono stati ritrovati nel giardino di casa, e l’accusa sostiene che siano stati uccisi subito dopo la nascita e poi sotterrati entrambi.
Neonati sepolti a Traversetolo, parlano le psichiatre: “Chiara Petrolini non ha un deficit cognitivo”
Come riportato da LaPresse, la psichiatra Laura Ghiringhelli, nominata perita dalla Corte nel processo a Chiara Petrolini, ha sottolineato come la giovane non presenti alcun deficit mentale. “Non è emerso che lei avesse un deficit cognitivo: è una persona brillante che studia, non ha un disturbo di personalità e non è emerso neanche ai test”, ha spiegato in aula davanti alla Corte d’Assise di Parma.
La perizia, condotta insieme alla collega Marina Carla Verga, ha confermato che Chiara era pienamente capace di intendere e di volere al momento dei fatti, ovvero i due parti avvenuti nel maggio 2023 e nell’agosto 2024.
Ghiringhelli ha aggiunto: “Chiara Petrolini è persona capace di stare in giudizio, è sempre venuta a tutte le udienze… rinunciando e preferendo adattarsi al racconto dei suoi consulenti, piuttosto che confrontarsi con se stessa”.
Nonostante la piena capacità mentale, le perite hanno evidenziato alcuni tratti di immaturità nella giovane. “È immatura quando ha una mancata assunzione di responsabilità, fa fatica a gestire le emozioni e dipende molto dal giudizio altrui”, ha spiegato Ghiringhelli, precisando che questa condizione non influisce sulla capacità di intendere e volere. Entrambe le esperte hanno notato come Chiara preferisca confrontarsi con il web piuttosto che con le persone reali, definendolo “un interlocutore preferenziale che la protegge dal senso di vergogna”.
Verga ha aggiunto: “Chiara non è vendicativa del tipo ‘ti buco le gomme’, ma tende a rendere l’altro responsabile di qualcosa… come se fosse il suo modo di riportare equilibrio dentro se stessa”. Il caso continua a suscitare interrogativi sulla relazione tra responsabilità individuale e dimensione emotiva, restando al centro di un dibattito delicato e complesso.