Il mondo dell’alpinismo è in lutto dopo la tragedia che ha colpito il Broad Peak la dodicesima montagna più alta del mondo, situata nella catena del Karakoram in Pakistan. Una valanga ha travolto una spedizione internazionale, causando la morte di diversi alpinisti, tra cui il famoso Nirmal Purja noto anche come Nims Dai.
La spedizione e la tragedia
La spedizione, guidata da Purja, comprendeva alpinisti di diverse nazionalità, tra cui un americano, un cinese, un omanita e un pakistano. Il gruppo era composto da dieci persone, tra cui cinque sherpa. La valanga ha colpito gli alpinisti mentre si trovavano tra il Campo II e il Campo III a un’altitudine di circa 6.580 metri.
Le operazioni di soccorso
Le operazioni di soccorso sono state immediate, ma le condizioni meteorologiche avverse hanno reso le operazioni estremamente difficili. Due elicotteri dell’esercito pakistano sono stati impiegati per le ricerche, ma le abbondanti nevicate hanno ostacolato i lavori. Secondo gli ultimi aggiornamenti, i corpi di quattro alpinisti sono stati recuperati, tra cui quelli di Nirmal PurjaWang ZhongNima Sherpa e Kili Pemba Sherpa.
La carriera di Nirmal Purja
Nirmal Purja Nato in Nepal e cittadino britannico, era una figura di spicco nel mondo dell’alpinismo, aveva stabilito un record salendo tutti e 14 ottomila in soli 189 giorni. Il suo exploit era stato documentato nel film Netflix 14 Peaks: Nothing Is Impossible. Purja era anche noto per aver compiuto la prima invernale del K2 nel 2026.
Le controversie
Nonostante le sue imprese, Purja era una figura controversa, soprattutto a causa delle accuse di molestie sessuali mosse da due donne nel 2026. Nonostante ciò, rimane una delle figure più celebri dell’alpinismo moderno.
Gli aggiornamenti delle operazioni di soccorso
Le operazioni di soccorso sono state coordinate dall’esercito pakistano e dal Club Alpino del Pakistan. Secondo gli ultimi aggiornamenti, due alpinisti sono stati recuperati dal sito della valanga, mentre sette sono stati avvistati tramite riprese aeree effettuate con un drone. Tuttavia, le condizioni della montagna rendono estremamente difficile ogni tentativo di recupero.
La comunità alpinistica e i familiari delle vittime attendono con ansia ulteriori aggiornamenti, mentre le operazioni di soccorso continuano nonostante le avverse condizioni meteorologiche.
